22 marzo 2018

Recensione, IL SEGRETO DI EVA di Amy Harmon

Ogni tanto una recensione così ci vuole. Di quelle in cui non ti togli un sassolino dalla scarpa ma così tanta ghiaia da poter lastricare a nuovo tutti i fori imperiali. :)

Noticina: Su instagram regalo una copia del romanzo. Lo so tanto che tutte la volete. Spero di far felice una lettrice meno rompiballs di me.
QUESTO IL LINK. Altrimenti mi trovate come @silvia_inunclick
Scade il 24/03/2018.

Il Segreto di Eva di Amy Harmon

| Newton Compton, 2018 | pag. 380 |

1943. La Germania occupa gran parte dell’Italia e le deportazioni degli ebrei aumentano di giorno in giorno. Fin da bambini Eva Rosselli e Angelo Bianco sono cresciuti come una famiglia, divisi solo dalla religione. Con il passare degli anni si sono innamorati, ma per Angelo è arrivata la vocazione e, nonostante i suoi profondi sentimenti per Eva, ha preso i voti. Adesso, più di dieci anni dopo, Angelo è un prete cattolico ed Eva è una donna ebrea che rischia la deportazione. Con la minaccia della Gestapo in avvicinamento, Angelo nasconde Eva tra le mura di un convento, dove Eva scopre di essere solo una dei tanti ebrei protetti dalla Chiesa. Ma la ragazza non riesce proprio a stare nascosta, in attesa della liberazione, mentre Angelo rischia la vita per salvarla. Con il mondo in guerra e le persone ridotte allo stremo, Angelo ed Eva affrontano sfida dopo sfida, scelta dopo scelta, fino a che il destino e la fortuna non decideranno di incontrarsi, lasciandoli stremati davanti alla decisione più difficile di tutte.
Voto:

Oggi parto dalla fine, dai ringraziamenti che sono forse la parte che ho preferito in questo romanzo, mi hanno fatto comprendere le buone intenzioni dell'autrice che a cuore aperto afferma: la seconda guerra mondiale mi ha sempre affascinata, ma non avevo mai pensato che sarei riuscita a scrivere un libro ambientato in quel periodo, semplicemente a causa della vastità del tema e dell'enormità del compito.
Premettendo che l'aggettivo "affascinata" mi sembra totalmente fuori luogo, mi spiace dovertelo dire Amy ma, in effetti, non ci sei riuscita. Questo libro dal punto di vista storico è un insieme di informazioni estrapolate dai testi di storia, non ci sono emozioni, non si percepisce la paura, manca il dolore di un popolo che voleva essere sterminato. In breve, perché i preamboli non fanno per me, questo libro è orrendo. E proprio perché, come dici, il tema è decisamente vasto, non c'era bisogno che dicessi tutto.
Io me la vedo l'autrice. Seduta alla scrivania, davanti al pc, ad appuntarsi date, nomi ed eventi, convinta di poter entrare in una delle crepe più profonde della Storia dell'umanità e renderle giustizia. Ma il grande dramma del romanzo è proprio questo, sembra un compitino svolto per dovere, sembra scritto a tavolino, sembra fatto "tanto per".
D'altronde come si può parlare di un qualcosa che non si conosce? Soprattutto in termini tanto pretenziosi? Impossibile.
Inserire il romance in un contesto del genere poteva essere la mossa giusta, io amo, amo, amo e stra-amo Il Cavaliere d'Inverno di Paullina Simons, per me guerra e amore portano l'eco e il nome di Tatiana e Alexander, ma ho capito che la magia non si sarebbe ripetuta non appena ho letto i nomi dei due protagonisti: Angelo Bianco e Eva.
Sì. Avete letto bene.
Il protagonista si chiama Angelo. Angelo di nome. Bianco di cognome. Ed è un prete. *un minuto di silenzio, grazie*
Lei è Eva, la tentatrice. Ed è ebrea. *un altro minuto di silenzio, grazie*
Se l'ondata di cliché non vi ha spazzato via e siete ancora qui, continuiamo.
I due si amano da sempre (non si capisce come), lui comunque prende i voti (non si capisce perché), e lei continua a osservare la vastità del #cazzomenefrega facendo un po' quello che le pare.
Si parla della caduta di Mussolini, dell'ascesa di Hitler, delle leggi razziali che si fanno via via più rigide e in un panorama politico e sociale in cui imperversa il #mainagioia Angelo e Eva sono 'na mazzata in mezzo ai denti. La loro storia è a dir poco imbarazzante costellata da dialoghi terribilmente banali, roba che manco Liala si sarebbe sognata di scrivere, nemmeno sotto gli effetti della metanfetamina.
Lui noioso come non mai, con quelle sue prevedibilissime e costruite frasi del tipo "io ripongo la mia fede il Dio, non nella gente". Scusate, ma io non ce la potevo fare. Mi saliva la bile. E non perché mi diverta a sbeffeggiare il senso religioso del libro, ma proprio perché è l'autrice stessa a farlo senza nemmeno rendersene conto. Le banalità si sprecano.
Eva è descritta come una ragazza bellissima, una virtuosa della musica abituata a non ascoltare nessuno e a seguire sempre il cuore e gli ideali. Mi chiedo come una così possa essere sopravvissuta invece, a parte qualche piccola ammaccatura, cade sempre in piedi. E poi è fastidiosa. Priva di una vera personalità dirompente. Insomma quello che l'autrice scrive di lei a me non è arrivato.
Amy Harmon non rende giustizia nemmeno ai personaggi storici realmente esistiti che ha inserito nel romanzo, romanzo dedicato tra l'altro a uno di loro, ovvero al rabbino Nathan Cassuto (capo spirituale degli ebrei) ennesima figurina che sembra ritagliata dall'ultimo Art Attack di Giovanni Muciaccia.
Detto questo, dopo pagine e pagine in cui l'orrore della guerra lo si vive solo perché è scritto (le emozioni sono rimaste attaccate alla penna) e la storia d'amore appassiona quanto il bugiardino dei lassativi, si arriva al tanto agognato finale. Quello che non ti ripaga delle trecento e passa pagine lette, ma ti da pure il colpo di grazia. Perché ok, i lieto fine ci piacciono, spesso li pretendiamo, ma non così. Mi sembrava di aver mangiato dieci pacchetti di big babol ed essermi fatta scoppiare in faccia un numero imprecisato di palloncini. Avevo le vertigini, gli zuccheri alle stelle e mi veniva da piangere. Sì, perché questo era il mio battesimo con Amy Harmon, l'autrice che tutti amano, che tutti leggono e che su goodreads non ha mai meno di 4 stelline. So che probabilmente gli altri suoi libri non sono così, sono dell'idea che abbia fatto il passo più lungo della gamba, sia inciampata e abbia sbattuto la testa. Mi spiace dirlo (no, non è vero), ma Il Segreto di Eva è uno dei libri più insulsi, melensi e meno coinvolgenti che abbia letto di recente. Quasi quasi mi vado a ripassare Uccelli di Rovo. Viva Padre Ralph. Ode a Padre Ralph! Non pensavo che l'avrei mai potuto dire, ma la Harmon ha compiuto questo miracolo.

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8 commenti:

Silvia Bragalini ha detto...

Ciao! Devo dire che sono sorpresa, perché ho letto tanti commenti positivi su quest'autrice...io mi astengo, perché non ho mai letto nulla di suo. A questo punto sono curiosa :-) Anche se, a giudicare da quello che hai scritto, non c'è molto da sperare in bene!

Silvia Leggiamo ha detto...

@Silvia
Sì, lo so, ci sono tantissimi commenti super positivi, e ti dirò, non capiscoooo!!! E' un libro scritto correttamente ma privo di emozioni, almeno per come le intendo io. Poi vabbe', solite cose, ognuno ha i suoi gusti, il mondo è bello perché è vario, bla bla xD

Miraphora ha detto...

Praticamente abbiamo la stessa recensione scritta in contemporanea XD

Silvia Leggiamo ha detto...

@Miraphora
e letto in contemporanea. Sono stati giorni difficili O_O

Giada ha detto...

Non posso che concordare con te e mi dispiace davvero perché il libro mi ispirava molto -___-
Mi ha deluso talmente tanto che non sono riuscita a finirlo... un vero peccato

Silvia Leggiamo ha detto...

@Giadina, andrà meglio la prossima volta :)

Giulia (aka Tricheco) ha detto...

O capperi! Qualche giorno fa era anche in promo a 0,99€ su Amazon. Menomale che ho deciso di non prenderlo. Non è il titolo che mi attira di più della sua produzione, però ero pronta a dargli una chance ^^ Le recensioni al vetriolo sono le più belle da leggere :D

Angela ha detto...

Caspita....:-O
Ho letto due libri di quest autrice ed entrambi mi son piaciuti, quindi ero ben predisposta verso questo... ma ci sto ripensando :-D

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