22 maggio 2017

Recensione, '45 di Maurizio A. C. Quarello

Occorre iniziare questo post con un copia incolla.
Conoscete la casa editrice Orecchio Acerbo
Se sì, passate oltre, sapete già tutto, altrimenti ecco come si descrivono.
Categoria farmaceutica Libri per ragazzi che non recano danno agli adulti / libri per adulti che non recano danno ai ragazzi.
Indicazioni terapeutiche Stati di grave bulimia televisiva. Sindrome acuta di insufficienza immaginatoria. Distonia o rimbecillimento da abuso di videogiochi. Irritazioni cellulari da SMS. Coaudiuvante nel trattamento delle dipendenze da psicofamiliari (anfemammine, erononnine, coccaziine ecc.). Intolleranze alimentate razziali, politiche, religiose ecc.). Elettroencefalodramma da iperattività. Squilibri emotivi connessi a stress per mancanza di mancanze. Stati apatici da eccesso di conformismo. Danni nel campo visivo. Abbassamento della soglia di solidarietà.
Tutto vero. I libri sono una medicina, e chi legge campa di più!

'45 di Maurizio A.C. Quarello

| Orecchio Acerbo 23/03/2017 | pag. 94 | € 19,00 |
Un altro inverno, e gli Alleati ancora non sono arrivati. Sui monti del nord dell'Italia le bande partigiane si vanno ingrossando dei giovani che rifiutano di arruolarsi nelle fila della Repubblica di Salò e fuggono dalle deportazioni in Germania. Le azioni partigiane si fanno sempre più audaci, contro i repubblichini, contro i tedeschi. Più numerosi anche i rastrellamenti, più feroci le rappresaglie. Poi, finalmente, l'ordine dell'insurrezione. Tutti a valle, per unirsi ai nuclei cittadini, agli operai in rivolta. Per riscattarsi dal fascismo, per liberarsi dai tedeschi prima ancora dell'arrivo degli Alleati. E intrecciata alla grande storia, quella minuta di Maria. Delle sue apprensioni per il marito partigiano e per il figlio alpino in Russia; della sua paura per i soldati della Wehrmacht che le piombano in casa; della sua gioia per la Liberazione e per il ritorno del figlio; della pietà per quel soldato tedesco ora vinto e prigioniero. 

Voto:

Quando ho avuto l'edizione di '45 tra le mani ho pensato solo a una cosa "voglio incontrare l'autore, voglio un suo sketch da appendere in casa". L'arte mi riempe gli occhi, mi espande l'anima, è sempre stato così, ed è una di quelle cose che sicuramente non cambierà mai. Per questo non ho assolutamente sentito la mancanza di parole e dialoghi in un romanzo che si affida totalmente alle immagini; un po' perché la storia la conosciamo tutti, è quella che ci raccontavano i nostri nonni sulla Guerra, sui Partigiani, sulla libertà, e un po' perché il silenzio che pervade l'opera ha il dono di farti sentire solo il battito del tuo cuore. Una sensazione incredibile che sa di respiri mozzati, grida trattenute, ansie per gli agguati. I rumori sono attutiti, il timore, la paura e la tensione amplificati.
La storia è molto semplice, un uomo e una donna vivono nelle campagne italiane, sostengono la lotta partigiana e pregano per un figlio lontano. Un giorno il marito viene ferito durante una rappresaglia notturna e la moglie lo nasconde nel solaio quando i tedeschi bussano alla loro porta. Comunicano a gesti, loro cercano un pasto caldo, lei fa buon viso a cattivo gioco. Sembrano gentili i due militari, uno di loro è particolarmente giovane e viene spontaneo chiedersi, cosa sanno della guerra questi ragazzi? Cosa sanno dell'oppressione e della dittatura? Credono davvero in quello che fanno?
Intanto, gli schizzi di Quarello, pieni, densi, ricchi e dai toni delicati, raccontano il resto. Ci parlano di una donna che non sa cosa sia l'odio, capace di comprendere che dietro agli schieramenti spesso non c'è nemmeno un'ideologia politica, solo costrizione e necessità; e di un uomo, uno tra tanti, che lotta per scacciare l'oppressore, per reclamare la tanto agognata indipendenza.
L'autore stesso non punta il dito contro nessuno, non si erge a giudice, ma ci presenta i fatti da un punto di vista completamente neutrale.
Poi il cerchio si chiude, nelle ultimissime pagine, quando il 25 Aprile 1946 l'Italia è finalmente libera. In mezzo a quelle immagini, bellissime, dove non ci sono didascalie e parole, sembra quasi di sentirle le grida di giubilio e le risate di un popolo che torna finalmente a sperare.

Come avrete capito '45 non è un romanzo da leggere, ma da guardare, ammirare, fotografare mentalmente. Mentre lo si sfoglia viene spontaneo porsi domande, trarre conclusioni, viaggiare indietro nel tempo, nel mare dei ricordi, e la mancanza della parola scritta rende questa graphic novel incredibilmente personale e intima, da fare propria nel modo in cui ognuno ritiene più giusto.



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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che copertina meravigliosa!
FF

Mr Ink ha detto...

Lo prenderei anche solo per la copertina, e la fisserei per ore. Bellissima.

Silvia Leggiamo ha detto...

@FF @Mr Ink
Stessa cosa che ho pensato io.

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