5 dicembre 2017

Recensione, L'UOMO DEL LABIRINTO di Donato Carrisi

Io cinque stelle non le do mai, ma 1) a Natale si è tutti più buoni 2) sono stanca di essere tirchia 3) Donato Carrisi se ne merita quindici!

Solo un appunto. L'Uomo del Labirinto è un romanzo assolutamente stand alone, ma se avete letto almeno Il Suggeritore ve lo gusterete al top! Buona lettura.

L'Uomo del Labirinto di Donato Carrisi

| Longanesi, 12/2017 | pag. 400 | € 19,00 |

L'ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l'avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d'ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l'Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l'unico a inseguire il mostro. Là fuori c'è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l'ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c'è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine... E questa è l'occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L'Uomo del Labirinto l'ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.
Voto:

Da quando ho letto Il Suggeritore, l'unico thriller che mi ha sconvolto nel vero senso della parola, appena prendo in un mano un romanzo di Donato Carrisi lo faccio con grande paura e un'elevata dose di paranoia. Già dopo due righe sospetto di tutto e di tutti, dubito di quello che leggo, del ruolo dei personaggi (ma tu, sei davvero chi dici di essere?) e mi faccio mille congetture che sfociano in film mentali che Tarantino, scansate proprio.
Per questo L'Uomo del Labirinto me lo sono bruciata in un week-end: volevo solo leggere senza pensare. Ed è stato bellissimo.
Nonostante fossi totalmente presa dalla storia e mettessi in stand by il cervello per espletare le principali funzioni vitali - bere, mangiare, andare al bagno - qualche intuizione giusta l'ho avuta, ma alla fine, il caro Donato, mi ha comunque fregata. E proprio per questo, lo ripeto, è stato bellissimo.

Ci troviamo nello stesso "non luogo" del Suggeritore, un posto come tanti, una terra in cui il male fermenta e il buio continua a infettare l'animo umano. Torniamo a percorrere i corridoi del Limbo, questa volta per seguire l'indagine di Bruno Genko, un investigatore privato con alle spalle una vita di raggiri, sotterfugi, inganni e con un solo unico desiderio a tenerlo in vita: risolvere il caso di Samantha Andretti, la tredicenne rapita quindici anni prima e miracolosamente sopravvissuta al suo carnefice.
Parallelamente, in ospedale, Samantha, ritrovata da poco ai margini di un bosco, riceve le visite del profiler Green, uno specialista capace di scovare nella mente di un paziente i ricordi più dolorosi, quelli che il corpo cerca inutilmente di rimuovere, perché solo in questo modo, forse, si potrà dare un volto a un mostro ancora senza nome.

Una trama che ha delle ottime basi e uno sviluppo ancora migliore. Killer travestiti da conigli, specchi che invece di distorcere la realtà ce la restituiscono, il deep web con i suoi inaspettati orrori, e poi il Labirinto, un luogo in cui se vuoi sopravvivere devi stare alle regole del gioco. E vincere.

Donato Carrisi si conferma un grandissimo autore il cui genio trova la sua forma perfetta in uno stile che non ha sbavature, in personaggi da cui non vorresti separarti mai, in storie che ti regalano incubi e brividi.
Ci penso, ci ripenso e mi chiedo. Ma come fa? Perché io di thriller ne ho letti tanti, ma come i suoi no. Mai. Tra queste pagine non c'è solo un'indagine ben orchestrata e un ritmo che non cede mai il passo alla noia, ma emozioni. Sì, io mi sono emozionata. Quando ho sentito nominare Mila Vasquez, quando Simon Berish ha risposto alla telefonata di Genko, quando mi sono resa conto di essere prigioniera di questo incredibile universo dal 2009, l'anno in cui uscì e lessi Il Suggeritore. E poi vogliamo parlare dei dieci battiti che ha saltato il mio cuore quando ho sfogliato l'ultima pagina? Ecco, parliamone, ma prima leggetelo. Perché L'Uomo del Labirinto è un gran bel gioco. E Donato Carrisi il maestro degli inganni.


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Cosa regalare a Natale? #1


Non è assolutamente troppo presto per pensare a cosa regalare a Natale. Anzi. Siamo già in ritardo
Non vorrete fare come me che sono una procrastinatrice cronica e che puntualmente mi ritrovo il giorno della Vigilia appesa alla finestra come un prosciutto in fase di stagionatura a pregare tutti i santi del Paradiso, perché il sito Pinco Pallino assicurava la consegna prima del 25 e invece... fregata °___°
Ma quest'anno sarà bravissima, quindi non perdiamoci in inutili ciance e cominciamo. Ah, ovviamente io consiglio a voi, voi fate lo stesso con me ;)


Parto coi libri adatti ai più giovani (ma che possono stregare anche chi non ha più i denti da latte!), perché è su di loro che dobbiamo puntare! Convertire un adulto alla magia della lettura è difficilissimo, instradare un bambino in crescita è invece possibilissimo.

In Viaggio nel Tempo con il Criceto (recensione) di Ross Welford è perfetto. Io sono tornata bambina tra le sue pagine e non poteva succedermi niente di meglio visto che si parla di viaggi nel tempo.
Un titolo che non ha davvero età, un mix perfetto tra Ritorno al Futuro e la storia della vostra vita a dieci anni.
Al momento su Amazon è scontato del 39%, e 10 euro li vale tutti. Anche solo per la copertina super faiga.

Il Mistero del London Eye (qui la recensione) è un altro titolo che dovete prendere assolutamente in considerazione. A parte che Siobhan Dowd bisogna leggerla senza "se" e senza "ma", e poi tra tutti i suoi romanzi questo è quello che trovo più adatto per un target giovanissimo.
C'è un giallo da risolvere, il pov di un protagonista ironico e decisamente speciale e un ritmo tale che, noia, ma chi ti conosce?

Un romanzo che regalo spesso è La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick, lo trovo bello e stimolante in tutti i sensi. Si legge, si guarda e ti racconta anche un pezzo importante della Settima Arte.
Come saprete Hugo Cabret (qui la recensione) conta quasi 600 pagine, ma si legge in un pomeriggio, perché alle parole si sostituiscono, per pagine e pagine, le immagini. Un espediente narrativo innovativo che ho scoperto essere stato riproposto da Pam Spy con Thornhill. Questo romanzo racconta due storie parallele che viaggiano su due linee temporali diverse e riporta in vita le atmosfere del grande classico Il Giardino Segreto, forse con un po' più di mistero e qualche elemento gotico. Segnatevelo.


   

Se non ve la sentite di regalare un romanzo vero e proprio buttatevi sui manuali. Quelli per bambini/ragazzi sono pazzeschi!
Io amo alla follia Il pericoloso libro delle cose da veri uomini, è stato regalato a mio figlio quando andava alle elementari e io lo propongo sempre ai figli dei miei amici come fosse il Santo Graal. Tanto se non piace a loro, piacerà ai genitori, assicurato. C'è anche Il Manuale delle 50 Missioni Segrete, Baccalario è sempre cosa buona e giusta, mentre, per un target tutto femminile con L'Avventuroso Libro per Ragazze Coraggiose farete un figurone.

   

Per chi ama leggende e miti greci Storie di Bambini Molto Antichi è stupendo, soprattutto grazie ai disegni di Rita Petruccioli che io staccherei a uno a uno e ci tappezzerei le pareti di casa. Dedicato ai più curiosi Che Idea! una raccolta di invenzioni e del bizzarro modo in cui sono nate.


   


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4 dicembre 2017

Recensione, WINTERSONG di S. Jae-Jones

Nell' ultimo post dicevo quanto fossi fortunata, perché stavo facendo solo belle letture, ma si sa, le cose belle prima o poi finiscono... U.U

WINTERSONG di S. Jae-Jones

| Newton Compton, 2017 | pag.448 | € 10,00 | Wintersong #1 |

Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong trasporta il lettore in un’atmosfera indimenticabile.
Voto:

Siamo quasi a Natale, il panorama si tinge di bianco, dai comignoli sbuffa il fumo dei caminetti, le strade brillano di luci e festoni. Io adoro questo periodo dell'anno e forte di una magia che solo dicembre sa sprigionare mi è venuta voglia di tuffarmi nelle atmosfere di un romanzo che sapesse di favola. Wintersong mi è sembrato perfetto.
Nato come retelling di Labyrinth (il film diretto da Jim Henson) racconta la storia della giovane Elisabeth e dell'avventura nel sottosuolo che dovrà intraprendere per salvare la sorella rapita dal Re dei Goblin. Un viaggio irto di ostacoli, ma anche liberatorio, che la metterà a stretto contatto con la sua vera natura.

Il bello di questo libro è che è facilmente riassumibile. In pratica: du' palle così. Due grandissime, enormi palle che sono arrivate all'ultima pagina nello "sfracellamento" più totale.
Salvo solo la copertina stupenda. Tutto il resto è noia.  ♪ ♫ Ma noia, noia, noiaaaaaa, no non ho detto gioia, ma noia noia noiaaaaa.
Altro che opere classiche come colonna sonora del romanzo, qui ci vuole Califano. Sarà che non sono una virtuosa della musica, ma in questo libro si parla più di melodie, composizioni, violini e pianoforti che di sentimenti ed emozioni.
Delle atmosfere di Labyrinth non c'è traccia, della sensualità di cui ho sentito tanto parlare meno che meno. E come se non bastasse i personaggi sono più piatti di un servizio della Tognana. Elisabeth, detta Liesl, è una ragazza con le idee parecchio confuse e io proprio non ce l'ho fatta a comprenderla. Dice una cosa, dopo tre secondi la nega, ne dice un'altra e nella stessa riga afferma "ma sarà davvero così?". Non è mai contenta, fa sempre la vittima, ed è una lagna continua. Come il Signore degli Inganni si sia innamorato di lei... booohhhhh. Ma in fondo sono figli della stessa madre, perché pure lui in fatto di noia non lo batte nessuno.
A salvare quello che si è preannunciato un mezzo disastro già dopo venti pagine poteva essere la storia, ma niente da fare, anche quella non funziona. Procede alla velocità di un bradipo zoppo. Il folklore, la Baviera, e il periodo storico in cui è calato Wintersong non offrono un solido background, probabilmente a causa di scrittura troppo lineare, incapace di creare pathos e di fotografare un mondo la cui magia non ho visto. Per arrivare all'ultima pagina ho dovuto inserire il pilota automatico e procedere per inerzia. A un certo punto ero addirittura entrata in un loop da cui non riuscivo più ad uscire; leggevo cinque pagine e mi addormentavo. Appena mi risvegliavo riprendevo la lettura e pochi minuti dopo crollavo di nuovo... così... all'infinito... °___°
Sicuramente è un problema mio, sono pienamente consapevole del fatto che a moltissimi lettori questo libro sia piaciuto, e anche tanto, ammetto che non sia la solita storia con lui/lei e "amiamoci contro tutto e tutti", ma così come tocca ripetutamente le corde della musica, quelle del mio cuore non le ha nemmeno sfiorate. Ed è una cosa che non può influire pesantemente sul mio giudizio finale.

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30 novembre 2017

Recensione, LUNA di Julie Anne Peters

Buongiorno lettori, come state? Siete già tutti in pieno mood natalizio? Io da un pezzo, ma non è una novità per chi mi conosce. In un'altra vita dovevo essere un elfo di Babbo Natale, chissà...
Oggi vi parlo di un libro davvero toccante, adatto a lettori di tutte le età. Ecco, se vi capita prendetelo, oppure regalatelo che il periodo è quello giusto, ed è pure scontatissimo su Amazon!!! Cioè... 3,46 euro, ma quando vi ricapita?

Luna di Julie Ann Peters

| Giunti, collana Y, 2010 | pag. 384 | € 9,90 |

Liam ha sedici anni. E' alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo, ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Sua sorella, Regan, è l'unica a condividere questo segreto con Liam - o Luna, come preferisce farsi chiamare - che ogni notte clandestinamente si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alter ego femminile. All'insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nell'accidentato e stravagante percorso verso la trasformazione. Ma anche per lei è il momento del cambiamento, e insieme ai primi batticuori arrivano anche gli imprevisti che l'avere un fratello trans comporta... Un romanzo ricco di colpi di scena esilaranti, una commedia borghese sul tema dell'identità sessuale che non mancherà di divertire, commuovere e affascinare i lettori e le lettrici della generazione Y.
Voto:

Sarà che ultimamente sto selezionando accuratamente le mie letture evitando perlopiù di buttarmi alla cieca sulle novità, ma sto leggendo solo cose belle. Ed è una gioia. Una gioia grandissima! Era da tanto che aprendo il sito non vedevo file e file di recensioni a 4 stelle!
Ma iniziamo facendo un passo indietro. Quando a giungo, durante l'incontro con Lisa Williamson a Mare di Libri si è parlato di romanzi per ragazzi a tematica transgender, a detta dell'intervistatrice l'unico titolo uscito, oltre a L'Arte di Essere Normale (qui la recensione), era George di Alex Gino (link Amazon qui). Sbagliato! Avrei voluto alzare la mano, ma odio fare la maestrina, quindi me ne sono stata appollaiata sulla sedia da brava blogger, ma la tentazione di ricordare che Luna, già nel 2010, affrontava questo delicatissimo argomento, è stata forte.
Luna l'avevo già in wish list da tempo immemore, probabilmente da quando era uscito e volevo tutti i titoli della collana Giunti Y. Poi è stato Michele a ricordarmelo, perché si sa, il tempo passa, l'età avanza, la wish list si allunga... insomma io del romanzo di Julie Anne Peters mi ero proprio dimenticata.
L'ho recuperato sul Libraccio (qui il post) e adesso vive nella mia libreria, vicino ai suoi fratelli Y, piccoli e cicciotti, comodi da portarsi in giro, perfetti nella loro veste grafica e originali nei contenuti. Perché quella collana sia morta è un mistero. Perché non mi pubblichino il terzo di Dentro Jenna (#1 e #2) idem. Spero comunque di recuperare altro di questa collana, tipo Gli Zombi Non Piangono (qui la recensione) che mi aveva fatto ridere un sacco e che ho solo in ebook.
Ma dopo questa lunghissima premessa parliamo di Luna.

Io l’amavo, lei era mio fratello.

Quando si affrontano determinate tematiche lo si fa prevalentemente dando voce al diretto interessato senza pensare che, spesso, anche le persone che gli sono vicino, pur non vivendo le stesse problematiche, si trovano a doverne affrontare altre, non per questo più semplici.
La cosa che ho amato di più in questo romanzo è la narrazione attraverso il pov di Regan, una ragazza abituata a condividere la vita di suo fratello Liam privandosi totalmente della propria. Il bilancio dei suoi quindici anni è perlopiù questo: relazioni sociali pari a zero, collegamenti con il mondo esterno praticamente nulli.
D'altronde lei è la sola che può proteggerlo, perché è l'unica che conosce il suo segreto.
Liam è nato nel corpo sbagliato, ma è cresciuto con l'ossessione di dover per forza di cose compiacere la canonica concezione di vero uomo che ha suo padre. Con il tempo si è calato in un ruolo, ha chiuso Luna in un baule e ha trovato in Regan la sua ancora di salvezza.

Maschio di giorno, femmina di notte.
Ma dentro, lui era femmina sempre.

Per Regan il peso da sopportare però è incontenibile. La doppia vita di Liam la risucchia, ha il terrore che la verità possa distruggerli entrambi, e così si nega un presente per proteggere suo fratello. Nella sua camera, di notte, Liam ritrova la sua identità, e lei glielo concede, parla con Luna, la conforta, la fa respirare. E' una metamorfosi necessaria, inevitabile, l'importante è che di giorno tutto torni come prima.
Questo legame, bellissimo e struggente, sembra però non portare da nessuna parte. E tutto si fa più complicato quando Chris , il nuovo ragazzo della scuola, chiede a Regan di uscire, perché lei non può, non può permettere a nessuno di accorciare quelle distanze che lei tanto faticosamente sta cercando di mantenere.
Attraverso un presente che sembra non poter sbocciare in nessun roseo futuro, i ricordi di Regan portano a galla una verità che è sempre stata sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha mai voluto vedere. Liam che gioca con le bambole. Liam che socializza solo con le femmine. Liam che chiede un reggiseno per il suo compleanno.
Solo Regan sembra capire, ma allo stesso tempo non comprende. Perché nessun altro vede? 
Un romanzo dolcissimo e crudele che parla di egoismo, vergogna, cecità; una storia in cui gli adulti mostrano indifferenza e i giovani sono privi di empatia. Nonostante uno stile anche leggero e a tratti ironico l'autrice non fa sconti, non regala nulla. Mentre Liam tenta di affermare la sua identità sessuale la sorella si rifugia nell'anonimato, perché preferisce non essere vista. La spaventano i giudizi, le malelingue, le cattiverie.
Proteggere Liam, per Regan, significa nascondere Luna. Ma tutti abbiamo un baule delle meraviglie pieno di sogni. E tutti dobbiamo poterlo aprire.
Insieme a L'Arte di Essere Normale un altro titolo che non ti insegna ad abbattere le barriere, ma ad evitare di costruirle. Bello bello.

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Nota: ci sono poche copie ancora disponibili su Amazon, il cartaceo è scontato del 50% e costa meno dell'ePub. Insomma, io non me lo farei proprio scappare.

26 novembre 2017

Recensione, FANTASMI di Raina Telgemeier

Ho preso Fantasmi durante il Lucca Comics e l'ho letto la sera stessa in albergo. Per descriverlo, un attimo di silenzio e un solo lungo sospiro: ahhhhhh.
Ma vogliamo parlare della borsa shopper? Quanto è bella?Adesso ho due nuove certezze. 1) a ogni evento libresco sarà la mia fedele compagna di spalla 2) il prossimo anno a Lucca voglio truccarmi come si usa in Messico durante il Día de los muertos. Sì, ok, non ho più 20 anni. #machisenefrega

FANTASMI di Raina Telgemeier

| Il Castoro, 19/10/2017 | pag. 250 | € 15,50 |

Cat si è appena trasferita con la sua famiglia a Bahía de la Luna. La nuova città è cupa, ventosa e sempre immersa nella nebbia, e a Cat mancano gli amici di prima. Ma il clima di quelle parti è ottimo per la sua sorellina, Maya, che soffre di una grave malattia respiratoria. Il tempo, però, non è l'unica cosa strana a Bahía de la Luna... la città infatti nasconde un segreto: ci sono i fantasmi! Maya vuole a tutti i costi incontrarne uno: ha tante cose da chiedergli. Cat invece non vuole averci niente a che fare e vuole che stiano alla larga da loro. Ma è in arrivo un giorno speciale: il Día de los muertos, quando tutti i vivi e gli antenati scomparsi hanno l'occasione di ritrovarsi insieme. Cat riuscirà a mettere da parte le sue paure per il bene della sorella?
Voto:

Non so se sono strana io o cosa, ma quando si parla della morte celebrando la vita io mi commuovo ancora di più che con certi romanzi strappalacrime in cui la tragedia e il dolore la fanno da padrone.
Conoscevo Raina Telgemeier solo di nome, ma non ho mai pensato di approcciarmi a un suo fumetto, ritenendoli più adatti a un target esclusivamente under 15. Be', mi sbagliavo, perché le storie normali, quelle che parlano di vita e quotidianità, fanno bene a tutti
Con la sua duologia autobiografica (Smile, Sorelle) e la serie de Il Club delle Baby-Sitter Raina è riuscita ad abbattere un pregiudizio americano molto comune - quello che i fumetti li leggono solo i maschi - ed è entrata nelle case di milioni di ragazze raccontando le gioie e i dispiaceri tipici della crescita.
Ma veniamo a Fantasmi, opera presentata al Lucca Comics 2017 e vincitrice di un Eisner.

Cat è costretta a trasferirsi con la famiglia nel Nord della California, a Bahía de la Luna, perché il clima è più favorevole alla salute della sorellina Maya, affetta da fibrosi cistica, ma la cosa, seppure inevitabile, non la rende affatto felice. Cat non è pronta ad abbandonare la sua vecchia vita e le amicizie di sempre per un qualcosa di così diverso. Tanto per cominciare a Bahía de la Luna fa un freddo cane, l'atmosfera è quasi spettrale... e poi la gente è davvero strana. Ospitale, sì, ma strana forte. Hanno tutti una spiritualità così spiccata, un sorriso perennemente stampato sulla faccia e poi credono ai fantasmi, anzi li vedono proprio! Roba da brividi!
La piccola Maya invece è entusiasta, osserva questa nuova realtà con occhi carichi di aspettativa, respira ogni singolo momento come se fosse l'ultimo, mentre Cat si stringe nelle spalle perplessa e timorosa. Per lei guardare avanti non è facile, ed è qui che è brava Raina Telgemeier, perché ci parla della paura nel modo più onesto possibile: senza tabù, senza filtri, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Quello della crescita e dei cambiamenti sono temi cari all'autrice, ma questa volta "diventare grandi" ha un nuovo significato; Fantasmi ti insegna a respirare.
Ci sono vari passaggi di grande impatto emotivo, soprattutto le parti in cui Cat vuole evitare in tutti i modi che sua sorella entri in contatto con uno spirito, secondo lei può essere pericoloso, è troppo presto, e poi lei non è pronta, ma allo stesso tempo si aggrappa a una solida certezza, in fondo il mondo dei vivi non può mica incrociare quello dei morti, giusto?


Poi arriva il Día de los Muertos una vera e propria festa in cui si celebra la morte con balli, canti, sgargianti costumi e altari dedicati ai defunti. Una tradizione che vede l'unione di diverse culture, da quella atzeca alla cattolica, e che trova nella morte un passaggio inevitabile, non una fine, ma una continuazione, e come tale va vissuta con gioia.
Il punto è che quello che per molti è ovvio e semplice, per altri è complicatissimo. E qui ci ricolleghiamo al concetto - importantissimo - del respiro, un atto del tutto naturale per Cat come per la maggior parte delle persone, ma non per Maya che da valore a ogni singola contrazione dei suoi malandati polmoni; in tutto il libro, quella capace davvero di vivere, è proprio lei.
A testimonianza del fatto che la nostra esistenza non può assumere i toni del grigio nemmeno nei momenti più difficili e dolorosi, Raina Telgemeier usa una tavolozza di colori decisi e vibranti e il suo inconfondibile stile cartoon regala quella leggerezza indispensabile quando ci si rivolge a un target di giovani lettori.
A Lucca, Fantasmi, credo che abbia fatto una strage. La fila per avere una copia autografata non voleva mai smaltirsi e Raina portava un tutore alla mano, quindi di "scarabocchi" deve averne fatti parecchi. Io - meglio tardi che mai - ho scoperto una nuova artista, voi che aspettate?

P.S. Tra poco è Natale. Ringraziatemi, perché sapete già cosa regalare :) 

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22 novembre 2017

Recensione, ALMENO IL CANE e' UN TIPO A POSTO di Lorenza Ghinelli

Buongiorno lettori! Oggi ci parlo di un altro romanzo di Lorenza Ghinelli, mi sono ripromessa di recuperare le recensioni delle letture estive e, cavolo, ce la sto facendo! Forse radunerò alcuni titoli in "pillole", tanto a voi non frega niente se scrivo tre righe o trenta, quello che conta è che vi dia un parere su un libro, no?!
Tornando alla Ghinelli ho già Il Divoratore che mi aspetta in libreria, mentre voglio assolutamente comprare Con i Tuoi Occhi. Ve l'ho già detto che per colpa della cover l'avevo scambiato a suo tempo per un erotico?! No vabbe'... non ce la posso fare... x°°D

Almeno di Cane è un Tipo a Posto di Lorenza Ghinelli

| Rizzoli | pag. 266 | edizione economica Bur € 11,50 |
Massimo non è uno sfigato: ce lo hanno fatto diventare. La colpa al novanta percento è di Vito. È lui ad avergli affibbiato il nomignolo di Minimo, e se ti danno quel soprannome negli spogliatoi della piscina, è difficile che gli altri pensino che il tuo è un problema di altezza o di torace stretto. Vito però ha un segreto, un segreto fatto di lividi e serate trascorse trincerato in camera sua, e Massimo, suo malgrado, sta per scoprirlo. Poi c’è Celeste, divisa tra l’essere se stessa o trasformarsi in come mamma e papà la vorrebbero; Stefania, che desidera soltanto dimagrire; Margò, alle prese con un’estate da gigante prima di tornare hobbit a settembre. Intorno a loro, un’intera galassia di amici, parenti e adulti alle prese con una tempesta di incontri e scontri che nel corso di una manciata di giorni li cambierà per sempre.
Voto:

Credo di non aver mai letto in tutta la mia vita tre romanzi dello stesso autore uno di fila all'altro. In teoria è proprio una regola che mi impongo (il troppo stroppia ci ha insegnato la nonna!), ma in pratica questa volta me ne sono fregata.
Ecco forse avrei dovuto fermarmi a due romanzi per poi prendere una pausa, riconosco che mi sono sentita sotto gli effetti di qualche potente stupefacente, la Ghinelli crea una certa dipendenza, e adesso, per colpa sua, mi toccherà andare in comunità. 
Detto questo Almeno il Cane è un Tipo a Posto è un titolo che ti acchiappa subito per due motivi. Titolo e copertina. In pratica, senza dover nemmeno leggere una riga, lo si ama.
A pensarci a posteriori, la sensazione che mi è rimasta a fine lettura, è quella di aver consumato in un paio di giorni una commedia degli orrori (passatemi il termine) a tutti gli effetti. Commedia perché si ride, ma proprio tanto, l'ironia è onnipresente, non c'è personaggio, situazione o riflessione che non ti strappi un sorriso; degli orrori perché comunque i temi affrontati sono serissimi. Bulimia, violenza domestica, bullismo. Come Lorenza riesca a non minimizzare nulla facendoti pure ridere è il segreto della sua arte.

Nonostante i romanzi corali non siano proprio i miei preferiti anche questo l'ho divorato a tempo record, ma non mi ha lasciato le stesse sensazioni forti de La Colpa (qui la recensione) e Anche Gli Alberi Bruciano (qui la recensione), probabilmente proprio perché l'attenzione si sposta in continuazione da un personaggio all'altro. C'è Massimo, che deve convivere con il soprannome di "Minimo", datogli da Vito, un perfido ragazzino con un segreto seppellito sotto fiumi di parolacce e continue provocazioni. C'è Celeste, l'eterno maschiaccio, la ragazza bellissima che non vuole sbocciare e Stefania, che la detesta, perché per quanto ci provi lei non riesce a dimagrire nemmeno un grammo. E poi amici, parenti, condòmini e pure animali domestici che sembrano voler alzare i tacchi per stare cinque minuti in santa pace. Ma di pace ce n'è poca, anche se qualcuno la troverà attraverso un percorso più ortodosso che canonico, ma la vita in fondo è come una coperta, la tiri da una parte e ti scopre dall'altra, bisogna solo imparare a non volerla tutta per sé.
Almeno il Cane è un Tipo a Posto è un romanzo dissacrante e tragicomico, un titolo che ha il ritmo di una bomba a orologeria e che pur parlando agli adolescenti si fa ascoltare anche dagli adulti.
Io lo consiglio, ma la Ghinelli che piace a me è un po' più spietata.

» chiacchiericcio con Lorenza Ghinelli

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17 novembre 2017

Le Uscite di Ottobre e Novembre 2017

Come spesso capita, dopo il periodo estivo, assistiamo al boom delle pubblicazioni. Gioia e tragedia. Gioia perché siamo lettori e le novità sono il pane, tragedia perché il nostro conto corrente subisce un crollo che Wall Street se lo sogna.

Il titolo più figo di sempre è sicuramente Guida Tascabile per Maniaci dei Libri. Adesso ditemi che non vi è saltato il by-pass anche solo leggendo il titolo. Be' a me sì. Questo romanzo è la nostra bibbia ragazzi! E' il classico tomo da tenere sul comodino, da portarsi in bagno (e non lo dico per sminuirlo, eh!), da sfogliare sul divano e nei momenti in cui si va in blocco. È uno di quei manuali im-per-di-bi-li. È il libro che ho sempre voluto che pubblicassero. Ne esistono tanti sul mondo del cinema, ma sul mondo letterario io ne sentivo proprio il bisogno. Anzi, se ne conoscete altri, fatemelo sapere!
Ho già avuto il piacere di sfogliarlo e due parole mi sento di spenderle, soprattutto riguardo alle mie sezioni preferite. In primis gli incipit. In questa guida trovate le prime righe dei romanzi che hanno fatto la Storia e già ieri vi ho intasato Instagram con qualche estratto e oggi vi ripropongo quello di Lolita di Nobokov (1955).
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
«Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.
Altre due sezioni che adoro sono le stroncature (ce ne sono su Jane Austen da far rizzare i capelli a tutte le fan!) e le curiosità.
Ecco un fantastico botta e risposta.
Umberto Eco: Oggi ho riscritto il capolavoro del Manzoni affinché la generazione più giovane non si annoi leggendo delle sciatterie nanesche come quelle di Ken Follett.
Ken Follett: A Eco preferisco Dan Brown.
E infine una curiosità che mi ha fatto cadere un mito.
Alexandre Dumas assunse un ghostwriter, August Maquet, per aiutarlo a scrivere I Tre Moschettieri e Il Conte di Montecristo. Il poveretto, a cui non è mai stata riconosciuta fama né un adeguato compenso economico, portò Dumas in tribunale.
Detto questo infilatelo anche voi in wish list e regalatelo a Natale. Io lo farò di sicuro.
Sono stra-felice anche che la DeA abbia ripubblicato Ready Player One e non nego di essere molto incuriosita da Accendimi di Marco Presta.

Edizioni Clichy

 
| Guida Tascabile per Maniaci dei Libri | pag. 512 | € 12,00 |
Un libro che si propone come una sorta di indispensabile «bibbia» per i veri lettori forti, gli instancabili e inarrestabili «maniaci» dei libri. Impossibile elencare tutto ciò che questa anomala guida contiene, tra mille rimandi e richiami tra l’una e l’altra sezione. A titolo puramente di esempio: i mille libri fondamentali: dall’Epopea di Gilgamesh (il libro più antico del mondo, 1700 a.C.) a Harry Potter, con autore, paese e anno di edizione; le vite: brevi cenni biografici in pillole dei più grandi scrittori e poeti di sempre; gli incipit dei più grandi capolavori di sempre; i premi: con gli elenchi dei vincitori dei premi più importanti (Nobel per la letteratura, Man Booker Prize, National Book Award, Pulitzer, Goncourt, Médicis, Renaudot, Goethe, Strega, Viareggio, Campiello, Cervantes...); i best seller: i maggiori di sempre, le serie best seller, i best seller anno per anno dal 1900 a oggi; le stroncature più celebri e più strane, i libri-film: i più importanti libri trasformati in film; le curiosità intorno ai libri; cibo e alcool: cocktail e ricette della letteratura; le più commoventi e divertenti frasi sui libri; una breve storia dell’editoria, da Gutenberg a oggi. Un catalogo, un repertorio, una enorme serie di elenchi, nomi, titoli, richiami. Un modesta guida verso il paradiso per chi ama leggere.
Dal 30 Novembre 2017.

De Agostini

 
| Reader Player One di Ernest Cline | pag. 443 | € 17,00 |
Chiunque abbia la mia età ricorda esattamente dove si trovava e che cosa stava facendo nel preciso istante in cui, per la prima volta, sentì parlare della Caccia. È una fredda mattina di gennaio del 2045 quando la notizia destinata a sconvolgere la vita del giovane Wade rimbalza sugli schermi di tutto il mondo: il creatore di videogiochi più prolifico e geniale di sempre, James Halliday, è morto nella notte senza lasciare eredi. Che ne sarà adesso di OASIS, il formidabile contenitore di universi virtuali da lui ideato? E dei milioni di persone che, ogni giorno, scelgono di trascorrere la propria esistenza nei suoi strabilianti meandri, piuttosto che nella realtà di un pianeta devastato dalle guerre, dalle carestie e dall’ingiustizia sociale? La risposta è contenuta in un video che Halliday stesso ha diffuso poco prima di morire: una caccia al tesoro globale, una sfida virtuale ispirata ai mitici videogiochi della sua (e della nostra) adolescenza.
Chiunque riuscirà a scoprire per primo la serie di indizi disseminati da Halliday, decifrandone il complesso viluppo di citazioni e rimandi, riceverà in premio la sua immensa fortuna e il controllo di OASIS. Per Wade, nerd fino al midollo e appassionato di retrogaming, è l’occasione di riscattare una vita ai margini. Ma la I.O.I., multinazionale tra le più potenti e spregiudicate, non ha alcuna intenzione di restare a guardare, e, pur di mettere le mani su OASIS, si prepara a giocare una partita che più sporca non si può.
Acclamato come il primo, grande romanzo dell’Era digitale, Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione. Capace di stupire ed emozionare, e di proiettarci in un futuro che è già presente.
Dal 7 Novembre 2017.

 
| Mirror Mirror di Cara Delevingne | pag. 379 | € 16,90 |
Cara Delevingne è una delle donne più influenti della sua generazione. Nata a Londra, ha raggiunto il successo mondiale nel 2009 ed è stata nominata Modella dell’Anno ai British Fashion Awards nel 2012 e nel 2014. Ha iniziato la sua carriera da attrice nel 2012 con un primo ruolo nell’adattamento cinematografico di Anna Karenina, e da allora ha preso parte come protagonista in film come Città di Carta, Suicide Squad, Valerian e la città dei mille pianeti e Life in a Year. Mirror, Mirror è il suo primo romanzo.
“Mi sono innamorata di questi personaggi, delle loro vite, dei loro problemi, di tutto quello che rappresentano per me. Crearli è stata un’avventura unica e condividerli con voi lo sarà ancora di più.” - Cara Delevingne
Cara ha scritto Mirror, Mirror insieme all’autrice bestseller Rowan Coleman. Rowan vive con la sua numerosa famiglia e i suoi due cani in una casa molto affollata nell’Hertfordshire. Divide il suo tempo tra la famiglia e l’attività di autrice di narrativa per adulti e per ragazzi.
Dal 10 Ottobre 2017.

Newton Compton

 
| Magic di V. E. Schwab | pag. 416 | € 10,00 |
- shades of magic #1 -
Kell è uno degli ultimi maghi rimasti della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono infatti la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, dove accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell'Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio iii nella Londra Bianca, la più noiosa delle versioni di Londra, quella senza alcuna magia. Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere anche solo piccoli scorci di realtà che non potrebbero mai vedere. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e adesso Kell comincia a rendersene conto. Dopo un'operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale e infine lo costringe a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se si vuole continuare a giocare prima di tutto bisogna imparare a sopravvivere...
Dal 12 Ottobre 2017.

Neri Pozza

  
| Mia Cugina Rachele di Daphne Du Maurier | pag. 383 | € 17,00 |
Cornovaglia, metà Ottocento. Rimasto orfano a diciotto mesi, dopo la morte improvvisa dei genitori, Philip Ashley viene cresciuto dal cugino Ambrose, uno scapolo impenitente e non privo di una buona dose di misoginia. Per anni il loro ménage familiare scorre sereno e tranquillo e vano risulta qualsiasi tentativo da parte di amici e conoscenti di spingere Ambrose verso le gioie domestiche del matrimonio. Grande è, perciò, lo stupore di Philip nel ricevere una lettera da Firenze, dove da qualche anno Ambrose si reca a svernare per motivi di salute, in cui il cugino gli comunica di aver sposato una lontana parente, la cugina Rachele, vedova di un nobile italiano che è stato ucciso in un duello, lasciandola con un mucchio di debiti e una grande villa vuota.
Quando le lettere di Ambrose dall’Italia assumono i toni sempre più confusi e drammatici di un uomo spaventato, lo sconcerto di Philip si trasforma in un’apprensione tale da spingerlo a raggiungere al più presto la città toscana. A Firenze, però, lo aspetta un’amara realtà: Ambrose è deceduto in seguito a un male che lo ha consumato in breve tempo, e Rachele è partita subito dopo il funerale, chiudendo la villa e portando via con sé tutti gli effetti personali del defunto.
Rientrato in Cornovaglia, Philip si macera nell’odio nei confronti della cugina Rachele, che si figura come una creatura grottesca e mostruosa capace, davanti al corpo di Ambrose, di afferrare le sue cose, infilare tutto nei bauli e sgusciare via col fare di un serpente. Ma ogni certezza vacilla quando Rachele giunge all’improvviso in Cornovaglia per restituire a Philip gli averi di Ambrose. Intenzionato ad accoglierla con freddo cinismo, se non con aperta ostilità, il giovane si ritrova, turbato e stupefatto, dinanzi a una donna molto diversa da quella che ha agitato le sue veglie e i suoi sogni per mesi. Ma chi si cela, davvero, dietro quella affascinante vedova dai lineamenti belli e regolari e dagli occhi grandi? Una donna che ha perduto
Dal 21 Settembre 2017.

Il Saggiatore

 
| Il Paese delle Meraviglie di Joyce Carol Oates | Pag. 651| € 23,00 |
Il piccolo Jesse apre la porta di casa. Alle sue spalle, il padre apre il bagagliaio dell'auto da cui sono scesi: forse c'è un regalo dentro, pensa Jesse, forse un albero di Natale. Apre la porta e un odore dolciastro, di carne, lo investe. Poi vede gli schizzi rossi a terra. Vede suo fratello Bobby, la testa girata da un lato, gli occhi aperti ma spenti. Poi alza lo sguardo e li vede tutti: sua sorella Jean, riversa accanto a una lampada rotta; Shirley con le braccia strette al ventre; la madre in poltrona, con la testa rovesciata indietro, la gola squarciata. E il sangue, il sangue dappertutto, a terra, sotto le suole, sulle pareti. E il rumore della porta che si apre di nuovo, i passi del padre, il clic del fucile, e Jesse che inizia a correre, attraverso il sangue, e poi fuori, nel buio della notte, inseguito dagli spari... Salvo per miracolo dal massacro che ha sterminato la sua famiglia, oggi Jesse Vogel è un neurochirurgo di fama, uno scienziato dall'intelligenza acuminata e dalla curiosità morbosamente deforme, attirata da tutto ciò che è strano, inquietante, mostruoso. Come la comune hippie in cui fugge sua figlia Michelle, attratta in quel bizzarro inferno di droga e deliri lisergici da un carismatico, vampiresco guru della controcultura, Noel, fratello spirituale dei telepredicatori infervorati di loro. Jesse, moderno cavaliere in armatura sfavillante, farà di tutto per riprendersi Michelle, ma non c'è consolazione che attenda la giovane fanciulla in pericolo, e la sua salvezza assomiglierà a una dannazione... Nel quarto e ultimo volume della sua Epopea americana, Joyce Carol Oates si rivolge alla tradizione del romanzo gotico per raccontare la definitiva, postrema trasformazione del sogno americano in incubo: le ataviche colpe familiari che avvelenavano gli interni di Nathaniel Hawthorne sono, qui, quelle di un'intera nazione, che ha smarrito ogni innocenza, ogni grazia originaria. Il giardino edenico delle delizie è sfiorito, e al suo posto si aggroviglia un soffocante paese delle meraviglie da cui nessuna Alice può fuggire. È il paradiso perduto. L'America di oggi.
Dal 19 Ottobre 2017.

Einaudi

  
| Accendimi di Marco Presta | pag. 238 | €  18,00 |
Sacher, Mimose, Millefoglie, Charlotte... La pasticceria di Caterina addolcisce le pene di molti, con le sue maestose cattedrali di zucchero. Ma la prima che avrebbe bisogno di dolcezza è proprio lei, Caterina, che si sente sola anche se la sua vita sentimentale è «intasata come una litoranea in agosto». Giancarlo, il fidanzato, è un commissario di Polizia che non sa infiammarle il cuore, le amiche si ricordano di lei raramente e Vittorio, il fratello, ha il singolare talento di mettersi, e di metterla, nei guai. Finché un giorno Caterina non trova nel retrobottega del negozio una radio, «un modello degli anni Settanta, un cubo arancione con tanto di antenna». Il primo miracolo è che dopo tutti quegli anni funzioni ancora. Il secondo è che la voce che parla da li dentro parli a lei, a lei e a nessun altro. E dica cose che a poco a poco la conquistano, mettendole a soqquadro la vita. Marco Presta ci racconta da par suo, attraverso una scrittura comica ma alta, controllatissima, la storia di una giovane donna che trova, letteralmente, l'amore nell'aria. E pagina dopo pagina fa un incantesimo alla portata di chi ha la fantasia all'altezza del cuore.
Dal 17 Ottobre 2017.

Sono usciti anche...



Il Castoro

 
| Fantasmi di Raina Telgemeier | pag. 250 | € 15,50 |
Cat si è appena trasferita con la sua famiglia a Bahía de la Luna. La nuova città è cupa, ventosa e sempre immersa nella nebbia, e a Cat mancano gli amici di prima. Ma il clima di quelle parti è ottimo per la sua sorellina, Maya, che soffre di una grave malattia respiratoria. Il tempo, però, non è l'unica cosa strana a Bahía de la Luna... la città infatti nasconde un segreto: ci sono i fantasmi! Maya vuole a tutti i costi incontrarne uno: ha tante cose da chiedergli. Cat invece non vuole averci niente a che fare e vuole che stiano alla larga da loro. Ma è in arrivo un giorno speciale: il Día de los muertos, quando tutti i vivi e gli antenati scomparsi hanno l'occasione di ritrovarsi insieme. Cat riuscirà a mettere da parte le sue paure per il bene della sorella?
Dal 19 Ottobre 2017.

Bao Publishing

 
| Non Stancarti di Andare di Radice - Turconi | pag. 311 | € 27,00 |
Iris inizia a mettersi comoda nella casa di Verezzi mentre Ismail torna a Damasco per sistemare le ultime faccende. Separati da un destino violento e imprevisto, Iris si scopre incinta mentre Ismail lotta per tornare in Italia. Costellato di personaggi memorabili, Non stancarti di andare è un romanzo grafico lungo, denso, impegnato e impegnativo, sul senso dell'esistenza e della distanza. Una storia per distruggere le barriere, per imparare ad amare senza riserve, scritta con immenso coinvolgimento emotivo da Teresa Radice e disegnata, a colori, da uno Stefano Turconi che inventa nuovi trucchi per rendere su carta le emozioni della sceneggiatrice. Un libro che coltiva l'anima e la fa sbocciare, non importa quanto freddo faccia, fuori.
Dal 9 Novembre 2017.


Che ve ne pare?
Non ho potuto non inserire anche Mia Cugina Rachele nonostante sia uscito a Settembre. Si tratta ovviamente di una ristampa, ma se non l'avete mai letto rimediate subito. Qui trovate la mia recensione.
Nel panorama delle graphic novel due perle imperdibili. Fantasmi di Raina Telgemeir che ho adorato e Non Stancarti di Andare dell'imbattibile duo Radice-Turconi che ho quasi finito e su cui mi sono già sbilanciata sul nostro gruppo di Facebook.
Comunque sta uscendo davvero "tanta roba", mi sa che farò un secondo post, voi che dite?!

15 novembre 2017

Recensione, TI DARÒ IL SOLE di Jandy Nelson

Me lo avete consigliato in centocinquantamila, ma io ho i miei tempi, e comunque adesso sono pronta con fischietti e trombette per unirmi a voi ed esaltare con canti e danze la delicatissima bellezza di questo romanzo. Per farla breve, Ti Darò il Sole non può mancare dalla libreria di nessun lettore. Adesso lo so.

Ti Darò il Sole di Jandy Nelson

| Rizzoli 2016 | pag. 485 | € 17,50 |

Solo un paio d'ore dividono Noah da Jude, ma a guardarli non si direbbe nemmeno che sono fratelli: se Noah è la luna, solitaria e piena di incanto, Jude è il sole, sfrontata e a proprio agio con tutti. Eppure i due gemelli sono legatissimi, quasi avessero un'anima sola. A tredici anni, su insistenza dell'adorata madre stanno per iscriversi a una prestigiosa accademia d'arte. Tecnicamente è Noah ad avere il posto in tasca - è lui quello pieno di talento, il rivoluzionario, l'unico che nella testa ha un intero museo invisibile - e invece in un salto temporale di tre anni scopriamo che è Jude ad avercela fatta, ma anche che i due fratelli non si parlano più, che Noah ha smesso di dipingere, che si è normalizzato, e che Jude si è ritirata dal mondo che tanto le calzava a pennello. Cos'ha potuto scuotere il loro legame così nel profondo? In un racconto a due voci e a due tempi, Noah e Jude ci precipitano tra i segreti e le crepe che inevitabilmente si aprono affacciandosi all'età adulta, ma anche nelle coincidenze che li risospingono vicini, laddove, forse, il mondo può ancora essere ricucito.
Voto:
"Non voglio immaginare prati, voglio attraversali correndo"
Pelle d'oca e brividi. Mamma mia, era da tanto che non mi capitava, ma ci sono state un paio di situazioni in questo libro che mi hanno davvero accelerato i battiti del cuore e rizzato i peli delle braccia. Per la gioia, certo, ma soprattutto per la paura che i due protagonisti potessero perdere tutto il loro meraviglioso universo fatto di alberi, prati, fiori, stelle... Noah e Jude hanno iniziato a negoziarsi il mondo fin da quando erano piccoli, sono gemelli, sono inseparabili - se uno si ferisce, l'altro sanguina - ma sono anche profondamente diversi e ignari di come alcuni baratti, possano portare tanto alla rovina quanto alla salvezza.
Ad accomunarli una passione sfrenata per l'arte, ma anche questo amore lo vivono ognuno a modo proprio.
Noah dipinge nella sua testa prima ancora che sulla tela, trasforma in un quadro ogni emozione, pensiero o situazione. È introverso, insofferente, per molti quasi imbarazzante, ma la sua anima è una tavolozza con infinite sfumature che aspettano solo di essere catturate.
Jude invece è fin troppo estroversa, sembra essere costantemente in rotta di collisione con tutti, in primis con la madre, e la sua arte la tiene solo per sé.
Avere tredici anni è un grandissimo casino, ed è Noah a raccontare questo periodo meravigliosamente difficile, con la sua voce ancora stridula, i sogni a cielo aperto e un arcobaleno al posto del cuore. Ci parla del legame fortissimo con la madre, l'unica in grado di capirlo davvero, degli attriti con il padre, di una sessualità che non riesce più a contenere e di Brian, il ragazzo con gli occhi di rame che colleziona meteoriti.
Quando è Jude a prendere la parola, la scena si sposta di tre anni in avanti e i due gemelli sono irriconoscibili. Sembra quasi che si siano scambiati di corpo.
Noah non brilla più. Si è spento. Del ragazzo speciale di un tempo non c'è traccia, è diventato come tutti gli altri: un sedicenne schifosamente conformista. Fa sport, esce con le ragazze (whaaat?!), organizza feste e le sue dita non stringono più matite e carboncini.
Jude invece ha deciso di indossare l'uniforme di Ragazza Invisibile. Parla con la nonna morta, controlla su internet quale malattia potrebbe aver contratto, recita occulte preghiere e si porta dietro amuleti anti-disgrazia. È la custode silenziosa di suo fratello, perché ormai non si parlano quasi più. Sono diventati due estranei, ed è inevitabile chiedersi il perché.
Le risposte arriveranno poco alla volta, prima scopriremo tanto altro.
Di come Oscar, il ragazzo dalla chiacchiera sempre pronta con un curriculum di trasgressioni e peccati da far invidia a James Dean, si intrufolerà nella vita di Jude. Di come Noah tre anni prima, abbia perso se stesso. Di come l'amore non possa - non debba - essere sbagliato, mai. Di come i sensi di colpa possano ridurti in cenere.
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10 novembre 2017

Recensione, LA COLPA di Lorenza Ghinelli

È tempo di rispolverare le vecchie letture e di pubblicare le recensioni.  È tempo di uscire dal letargo anche se con questo freddo... ci entrerei volentieri!

La Colpa di Lorenza Ghinelli

| Newton Compton Editori | pag. 256 |


Voto:

"Non bastano quintali di vita a murare il passato."

Indorare la pillola, filtrare gli eventi, censurare i pensieri dei personaggi per rendere una storia meno forte, ma alla portata di tutti, significa, in parte, nascondere la verità. Ed è una cosa che Lorenza Ghinelli non fa. Mai. Lorenza ti toglie le mani dagli occhi, ti impedisce di coprirti le orecchie, e poi, con le parole, ti falcia, perché se non sai tutto, ma proprio tutto, allora non puoi affrontarlo un suo romanzo, non saresti in grado di capirlo fino in fondo.
Io credo di averli capiti fin troppo bene Estefan e Martino, i protagonisti de La Colpa, due ragazzi di diciannove anni, migliori amici, con un trauma che non può finire semplicemente nel dimenticatoio. In modi diversi hanno visto morire la loro infanzia. Gliel'hanno uccisa, strappata, fatta a pezzi.
Estefan ha perso improvvisamente l'amore dei suoi genitori. Non aveva nemmeno dieci anni quando ha dovuto dire addio ai baci della buonanotte, alle coperte rimboccate e agli abbracci caldi e rassicuranti di mamma.  Estefan prova a dimenticare. Tiene occupata la mente, spedisce il cervello il luoghi in cui la realtà si spacca e si deforma, e va avanti così, tra sogno, follia e realtà.
Martino invece ha un segreto pesante quanto il mondo. Uno di quei segreti che non puoi rivelare o diventerebbe tutto ancora più vero e allora ti si spaccherebbe il cuore. Il male invece va tenuto a bada, va lasciato dormire, magari potesse cadere in coma e non svegliarsi mai più...
Vivono Estefan e Martino, vivono in un quadro che gli adulti hanno sporcato di colpe e silenzi e non ci sono giustificazioni per quello che hanno fatto, eppure Lorenza non ammonisce, non condanna, perché il destino è così, imponderabile e crudele, ma dalle proprie ceneri si può risorgere, quello che non ti uccide spesso ti fortifica.
Finalista al premio Strega nel 2012 (l'anno in cui vinse Inseparabili di Alessandro Piperno), La Colpa è una di quelle storie che sanno di polvere, di terra, di carne e di sudore. È un libro che coinvolge i cinque sensi: lo senti, lo odori, lo tocchi, lo vedi e ha il sapore amaro delle ingiustizie unito a quello pungente della speranza.
Uno dei punti sicuramente più forti del romanzo è lo stile, la Ghinelli ha una penna da cui scrosciano parole difficili da arginare. Ogni capitolo è ansia, ansia e ancora ansia. Nemmeno i thriller hanno un ritmo così sostenuto, con frasi che ti crollano addosso e personaggi che ti si annidano nelle viscere.
Forse non sarà un'autrice per tutti, forse i suoi lati oscuri, quasi morbosi, potranno disturbare le anime più candide della mia, ma io non posso fare a meno di consigliarvela. Tra le voci italiani è una di quelle con le zanne più aguzze e gli artigli più affilati, voi pertanto corazzatevi, al resto penserà lei.

» chiacchiericcio con Lorenza Ghinelli

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