23 aprile 2018

Recensione, Anthony Perkins, prigioniero della paura


Il Book Bloggers Blabbering di Aprile mi è piaciuto da impazzire. Mi ha fatto scoprire una casa editrice fantastica e un uomo pieno di ambiguità che è da sempre uno dei miei attori preferiti. 
Pronti a leggere la recensione? 

 Anthony Perkins di Michelangelo Capua

| Lindau, 2015 | pag. 256 |

"Norman Bates è morto." Il 12 settembre 1992 i giornali di tutto il mondo diedero così la notizia della scomparsa di Anthony Perkins, condannando in eterno l'attore alla maschera dello psicopatico e suggellando uno dei più formidabili esempi di vampirismo artistico che il cinema ricordi. Agli occhi del pubblico Anthony Perkins era Norman Bates, era invecchiato con lui "Psyco" è del 1960, "Psycho IV" del 1990 -, ne possedeva il carattere introverso, solitario e il destino tragicamente segnato. In realtà, racconta Michelangelo Capua in questa documentata ricostruzione, Anthony Perkins è stato un attore raffinato che si è messo alla prova su più registri (ha recitato per Cukor, Litvak, Wyler, Welles, Chabrol, interpretato commedie e gialli, portato al successo a Broadway numerosi spettacoli teatrali) e un personaggio contraddittorio e forse misconosciuto perché prigioniero di un'identità ambigua e fragile, la stessa che aveva affascinato Hitchcock mentre girava uno dei capolavori più amati della storia del cinema.
Lindau è una casa editrice indipendente presente sul mercato da quasi trent'anni ed è leader nella produzione di saggistica cinematografica. Considerando che 1) possiedo tutti i film di Alfred Hitchcock, anche quelli muti 2) Psycho è uno dei miei preferiti 3) ho il funko pop di Norman Bates... potevo non leggere la biografia di Anthony Perkins? No. Ma proprio no.
E così ho preso in mano Prigioniero della Paura di Michelangelo Capua, una biografia curatissima, ricca di stralci di interviste e dichiarazioni dello stesso attore ma anche di tutte quelle persone che l'hanno conosciuto, dagli amici ai parenti, dai registi ai colleghi.
Sappiamo tutti come andò a finire. Anthony Perkins morì di AIDS il 12 Settembre 1992, aveva solo sessant'anni, mentre la moglie Berry Berenson si trovava sul volo American Airlines schiantatosi l'11 settembre contro le torri gemelle. Un destino davvero infausto per entrambi.
Quello che molti non sanno, o forse non ricordano, è che Tony venne a conoscenza della sua malattia tramite i giornali. Durante degli esami di controllo un tecnico di laboratorio si prese la libertà di fargli il test e una volta visto il risultato positivo vendette la notizia ai tabloid. Perkins negò il più a lungo possibile, non voleva essere ostracizzato, se gli avessero tolto il lavoro gli avrebbero tolto tutto, l'avrebbero seppellito prima ancora del tempo ed è così che inizia la sua biografia, dalla fine, per poi fare un lunghissimo passo indietro e cominciare dal principio, proseguendo poi in ordine cronologico.
Michelangelo Capua non tralascia nulla. Racconta la nascita di Tony, il suo rapporto coi genitori, segue passo passo carriera e vita privata ed è attraverso quanto detto e quanto fatto che emerge la psicologia di un uomo complicato e fragile, prigioniero di un ruolo che gli diete un grandissimo successo ma che non lo rese più libero. Vestire i panni di Norman Bates fu un mix micidiale di fortuna e dannazione. È come se tutto fosse iniziato e finito con Psycho. È come se gli undici film interpretati prima e i trentasette dopo non esistessero. E dire che Anthony Perkins se l'è sudato il successo. Nonostante fosse figlio di Osgood Perkins - attore teatrale e cinematografico ai tempi molto stimato e apprezzato - il suo ingresso nel mondo dello spettacolo non fu accolto con grande entusiasmo, ma con occhio critico e indagatore. Se poi ai continui paragoni con il genitore (scomparso prematuramente per arresto cardiaco poche ore dopo uno spettacolo) aggiungiamo la figura ingombrante di una madre forte e dominatrice, abituata ad esercitare sul figlio un controllo al limite dell'oppressione, capiamo che la vita di Tony è stata segnata da profonde cicatrici fin da subito.


Timido e introverso, ma ricco di una gioia inespressa, Tony è cresciuto in bilico tra due mondi inconciliabili; quello che lo porta a desiderare una famiglia e quello che lo spinge verso gli uomini. Ben nota la sua duratura relazione con Grover Dale, i flirt con Rock Hudson e il ballerino Rudolf Nureyev, le assidue frequentazione di locali gay. C'è da dire che se da una parte l'attore è schivo e riservato dall'altra risulta aperto riguardo la sua bisessualità, soprattutto dopo il matrimonio con Berry, come se questo potesse in qualche modo fargli da scudo e proteggerlo. Ma la sua unione, da cui nacquero Oz e Elvis, non è mai stata una copertura, Anthony fu davvero un marito amorevole e un ottimo padre, ma a certe cose non seppe rinunciare. Ha sempre avuto una doppia innegabile personalità, entrava e usciva da un ruolo in un attimo, e anche sul set prediligeva ruoli ambigui e tormentati. Per questo prese parte, anche in veste di regista, ai seguiti di Psycho: Norman Bates, secondo lui, aveva ancora moltissimo da raccontare.


Quella di Michelangelo Capua è un'attenta e rigorosissima biografia; avvincente come un romanzo, approfondita come un saggio, oggettiva come un articolo di giornale, in Anthony Perkins, prigioniero della paura l'autore ripercorre passo passo la vita di un uomo che spesso si è accontentato, che nel lavoro non ha mai sgomitato, che in famiglia non ha mai alzato la voce, e che il ruolo più importante, probabilmente, l'ha interpretato lontano dai riflettori. 
Ecco una delle sue ultime dichiarazioni che ne riassumono l'anima e l'identità.
Ho scelto di non rendere pubblico il mio male per non fare concorrenza alle lacrime di Casablanca. Non sono bravo a essere generoso, ma non ci vuole molto a capire che i problemi di un vecchio attore non valgono una montagna di fagioli nella follia del mondo. Sono in molti a credere che questa malattia sia una vendetta di Dio, ma io credo che sia stata mandata tra gli uomini per insegnare ad amarci e a capirci e ad avere compassione. Ho imparato di più sull'amore e sull'altruismo dalle persone incontrate in questa grande avventura nel mondo dell'Aids, che dal mondo competitivo di tagliagole in cui ho vissuto tutta la mia vita.
Per gli amanti della settima arte un testo da avere. Assolutamente.

Nota: l'edizione è integrata da fotografie in bianco e nero, dalla filmografia di Anthony Perkins e dall'elenco cronologico degli spettacoli teatrali e partecipazioni televisive che l'hanno visto protagonista.  

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17 aprile 2018

Recensione, BLACKOUT di Gianluca Morozzi

Amanti dei romanzi neri eccoci qui. Copertina nera. Storia nera. Se siete anche di umore nero, complimenti, avete fatto tombola. Buon Blackout. 8)

 BALCKOUT di Gianluca Morozzi

| Edizioni Tea, 2014 | pag. 202 |

Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiuse in un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi gli studi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quel condominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer. Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa per seviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stava proprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia. Nessuno dei tre riesce a comunicare con l'esterno, il condominio è deserto per il ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tre devono dividersi diventano sempre più angusti, l'aria irrespirabile...
Voto:

Fare un copia e incolla della recensione de Gli Annientatori sarebbe vincere facile? Emh... forse sì, ma il Morozzi di quattordici anni fa è fondamentalmente lo stesso di adesso e questa cosa mi rende molto molto felice. Posso recuperare oltre un decennio della sua produzione sapendo di trovare roba buona... "buona" nel senso di "scritta bene", perché il Morozzi che piace a me è molto, molto cattivo.
Blackout racconta una storia claustrofobica, pulp e decisamente inquietante che parte da un'idea tanto semplice quanto efficace. Mettete tre persone in un'ascensore, bloccatela e vedete cosa succedete. Ah, piccolissimo dettaglio, uno dei tre è un serial killer.
Di Aldo Ferro, giuro, vi ricorderete a lungo. E non per le basette esagerate, gli stivali in pelle di serpente, e le camicie con intarsi country, ma per la baracca tra i boschi in cui imprigiona le sue vittime per torturarle sotto lo sguardo attento di un diabolico obiettivo che registra ogni singolo, sadico fotogramma. Marito infedele, padre severo ma giusto, Ferro è un uomo che gestisce tre locali di successo, è pieno di soldi, le donne gli strisciano ai piedi (chissà poi perché), ma non si accontenta. Lui vuole il sangue. Vuole vedere la vita abbandonare un corpo il più lentamente possibile. È il Dentista ad avergli insegnato l'arte degli snuff movies, certo, Ferro sa di non essere raffinato quanto lui, ma quando indossa la maschera da Darth Maul fa meraviglie con la pelle e le viscere del fortunato prescelto.
Ecco, immaginate di trovarvi bloccati in ascensore con lui. :|
È ferragosto, il palazzo si è svuotato a causa della calura estiva, nel vano di corsa i cellulari non prendono e le lancette del'orologio scandiscono secondi e minuti che ben presto diventano ore. Restare lucidi non è facile quando l'aria si fa irrespirabile, la sete ti brucia la gola e la paura annebbia la ragione.
Quella di Blackout è una storia lineare dalla costruzione semplice, ma funziona alla grande. Funziona così bene che Rigoberto Castaneda, il regista messicano di Reencarnación: Una historia de amor, ne ha realizzato un film omonimo. Ahimè, non so se per lo scarso successo o perché l'horror è un genere bistrattato, ma il prodotto non è mai arrivato in Italia e io adesso lo voglio vedere. Anche se fa schifo. Anche se non è fedele al romanzo. Anche se è in spagnolo. Quindi datemi un link, grazie!
Intanto io continuo a pendere dalla penna di Morozzi. Devo ancora scoprire i suoi titoli pop, vedi L'era del Porco o Colui Che gli Dei Vogliono Distruggere, ma essendo cresciuta a pane, burro e horror per ora resto nella mia confort zone, accoccolata tra storie nerissime e personaggi schizofrenici. Devo dire che mi piace molto il contrasto che si crea tra la semplicità della narrazione, tra l'altro estremamente visiva, e la complessità della psiche umana che non ci viene tanto descritta, quanto mostrata. E poi di una cosa sono felice. Dove abito non c'è l'ascensore. E nemmeno dove lavoro. Mi ritengo una donna fortunata che può dormire sonni tranquilli. Fino al prossimo "Moroz"...

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10 aprile 2018

Recensione, SEPARARSI NON E' MAI STATO COSI' FACILE, quindi (non) fatelo di Francesco Biagini

Lettori buongiorno, oggi esco dalla mia confort zone e vi parlo di un libro che mai avrei pensato di leggere, eppure le vie del Signore sono infinite... e anche le collaborazioni.
Vi lascio a una recensione molto chiacchiera, perché purtroppo questo libro mi ha fatto pensare a un sacco di persone che conosco e questa cosa non va mica bene! Peace and love gente!!!

Separarsi Non è Mai Stato Così Facile. Quindi (non) fatelo.

di Francesco Biagini
Quali confessioni ascolta un avvocato matrimonialista da una coppia che si siede nel suo studio per chiedere il divorzio? Francesco Biagini ci svela gli aneddoti, le storie di vita vissuta, i segreti e i retroscena della psicologia maschile e femminile. Pensato per chi ha già compiuto il passo della separazione, per chi lo medita da tempo e per tutti coloro che, semplicemente, amano curiosare nelle umane vicende, questo libro aiuterà chiunque a guardare con un po’ di autoironia alle dinamiche di convivenza con i propri compagni. E se alla fine si scoprisse che uomini e donne “recitano” spesso una parte determinata solo dagli eventi?

Voto:

Ho una coppia di amici che si deve separare da ormai tre anni. Forse quattro. Facciamo cinque. Poi alla fine riescono sempre a fare pace, anche se col tempo ricadono immancabilmente negli stessi errori. Adesso forse è la volta buona... finalmente si mollano.
Io e Marito, come amici, dopo aver contribuito alle loro 492.593 riconciliazioni, pensiamo che sia giusto così. Volevo regalare alla mia amica un libro che l'aiutasse a capire/superare/accettare il momento sicuramente non facile e su Amazon il più votato è questo. Così lo leggo.
Premesso che sono di parte, io do ragione a Lei perché Lei di ragione ne ha da vendere, è un dato puramente oggettivo, però ho scorto della verità nella frase sul retro copertina "E se alla fine si scoprisse che uomini e donne "recitano" spesso una parte determinata solo dagli eventi?" Ovviamente non è un concetto estendibile alla massa, non è una verità assoluta, ma in parte è proprio così. Spesso si recita un ruolo e ci si resta imprigionati dentro. Probabilmente con partner diversi non si innescherebbero le medesime dinamiche, magari altre, magari anche peggiori, ma sicuramente non le stesse. Si entra in un loop e spesso e volentieri ci si rimbecca per niente, si è infastiditi da ogni piccola cosa, che sia un atteggiamento, una frase, uno sguardo. Quando ci si dichiara guerra è la fine.
Separarsi non è mai stato così facile alla fine non glielo regalo alla mia amica. L'autore dice tante cose vere, riporta esperienze di vita vissuta,  analizza la separazione da un punto di vista più umano che giuridico, ma tra le righe, capisci che spesso sarebbe meglio fare un passo indietro. Ecco, non è quello che le consiglio, anzi, lei di passi dovrebbe farne dieci in avanti.
Però se siete su un trampolino e non sapete se buttarvi o scendere dalla scaletta, tra queste pagine potreste specchiarvi e scorgere nel vostro riflesso una qualche risposta.
A tratti poetico, a tratti concreto, in altri un po' troppo surreale (il buonismo dell'ultimo capitolo... anche no!) Separarsi non è mai stato così facile è strutturato a episodi, in base a cause e effetti.
Francesco Biagini, senza invadere mai la scena, racconta, analizza e ironizza su quelle che sono le motivazioni che portano al grande passo e "insegna" a gestire un po' di cose, dal senso di colpa al rapporto coi figli, dall'assegno di mantenimento alla casa di proprietà. Una separazione sta sempre in bilico tra praticità, soldi e sentimenti. E alla fine i primi due hanno tristemente il sopravvento sul terzo.
Vi dirò, nonostante i toni leggeri, io - che non mi sto separando - mi sono un po' rattristata. Ci vorrebbe rispetto anche per un sentimento che col tempo è sbiadito fino a scomparire, ma evidentemente non siamo così intelligenti da riuscire a sotterrare l'ascia di guerra e preferiamo fendere colpi, manco fossimo Conan il Barbaro. Ed è quello che ci dice l'autore stesso tra l'altro, anche se non proprio direttamente.
Mentre rifletto, pondero e traggo le mie personalissime conclusioni, appoggio il libro su una mensola e aspetto di regalarlo a un'altra coppia di amici. Purtroppo ne ho già in mente una. Questa però spero di salvarla.

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9 aprile 2018

Recensione, LA FIGLIA SBAGLIATA di Raffaella Romagnolo

Lettori, buon pomeriggio!
Oggi condivido con voi la recensione di un romanzo bello, intenso e scritto ad arte. Oggettivamente non ha un solo difetto. Soggettivamente mi ha coinvolto, ma non stravolto, e visto l'argomento che tratta avrei voluto uscire da questa lettura un po' più provata. Sarò la solita esigente, che vi devo dire!

La Figlia Sbagliata di Raffaella Romagnolo

| Frassinelli, 2015 | pag. 170 |

Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da oltre quarant'anni, non fa ciò che ci si aspetta da lei: non chiede aiuto, non avverte amici e famigliari, non si preoccupa di seppellire l'uomo con cui ha condiviso l'esistenza. Comincia così un viaggio dentro la vita di una coppia normale: un figlio maschio, una figlia femmina, un appartamento decoroso, le vacanze al mare, la televisione e la Settimana Enigmistica. Ma è una normalità imposta e bugiarda, che per quarantacinque anni, per una vita, ha nascosto e silenziato rancori, rimpianti, rimorsi e traumi. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile.
Voto:

Un bell'esercizio di stile questo de La Figlia Sbagliata di Raffaella Romagnolo che in meno di duecento pagine racconta le tragiche e spesso consuete dinamiche che si possono innescare all'interno di una qualsiasi famiglia.
Inizia tutto dalla fine. Una fine che prende lo stomaco per la surreale veridicità che descrive. Pietro e Ines, quarantatré anni di matrimonio alle spalle, una cucina che fa da sfondo, poche chiacchiere, la tv accesa a spezzare quel silenzio che ormai è la loro unica compagnia e poi l'infarto che arriva rapido, inaspettato, fatale. Pietro non fa in tempo a chiedere aiuto o ad alzarsi da tavola che la morte se l'è già portato via. E Ines cosa fa? Niente. Finisce di asciugare le stoviglie, commenta tra se e sé i programmi televisivi, e poi va a dormire.
Intanto passato e presente scivolano uno verso l'altro, tra i ricordi delle estati al mare, i figli da crescere e quel matrimonio che Ines si è impegnata a trasformare in un capolavoro di pace e serenità. Lei non è fatta per burrasche e tempeste, l'amore vero, per durare, deve essere ragionevole e pacato, non impetuoso e complicato.
In un panorama di orizzonti limitati i pensieri di Ines si fanno via via più sconclusionati e deliranti; il morboso legame con Vittorio, il figlio perfetto, quello messo costantemente in discussione con Riccarda, la figlia ribelle, le zavorre che nonostante tutto non l'hanno tenuta ancorata alla realtà, rendono il quadro complessivo surreale e visionario. Perché il grande tema di fondo ne La Figlia Sbagliata, è la pazzia, l'alienazione. Un tarlo del dna, un morbo contagioso, una via di fuga. Ci sono tante strade per scappare dalle responsabilità, dai dolori e dagli amori e alcune sembrano più semplici di altre. Oppure sono semplicemente strade obbligate.
Un percorso, quello di Ines, articolato, fatto di scelte sbagliate, rapporti disfunzionali, legami falliti. Pagina dopo pagina, come in un rebus, le risposte si fanno più chiare e la protagonista, una donna che non sono riuscita a non biasimare per il poco coraggio, per i vani tentativi di accontentarsi sempre e comunque e per aver rovesciato le proprie inespresse frustrazioni su un figlio che tutto voleva essere, tranne che perfetto, è la soluzione a un'enigma che si chiama vita. Siamo artefici dei nostri successi, così come delle nostre rovine. Non è sempre colpa del destino.
Raffaella Romagnolo ha scritto davvero un buon romanzo. Penetrante, schietto, vero. La Figlia Sbagliata è quel tipo di libro che lo si potrebbe anche rileggere perché ha più piani di lettura e alcune sfumature sarebbe bello poterle cogliere con una consapevolezza diversa.
Oggettivamente lo promuovo senza riserve. Soggettivamente avrei voluto esserne un po' più coinvolta. Anzi, stravolta.

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8 aprile 2018

Le Uscite di Marzo 2018

Una carrellata lunghissima quella dedicata alle uscite di marzo. Però non voglio tutto come al solito. Strano, vero? Fortunatamente ultimamente ho recuperato un sacco di libri a cui voglio dare assolutamente la precedenza quindi, tra tutto questo ben di dio, ho messo gli occhi soltanto su La Paziente Perfetta di Jenny Blackhurst (l'avevo già puntato in lingua originale e i commenti sono molto buoni) e La Famiglia di Ed Sander (che aspetto di trovare usato 1. perché è un mattone di quasi 700 pagine 2. perché costa un rene).
Ho già letto e vi consiglio Il Signor Diavolo di Pupi Avati (anche se il mio cuore ce l'ha ancora Il Ragazzo in Soffitta - leggetelo!) e Jonas Fink l'opera a fumetti finalmente completa  (abbiamo aspettato solo vent'anni 8| )di Vittorio Giardino.
Poi non perdetevi per nessuna ragione al mondo Gli Annientatori di Morozzi che ho recensito qui
Nota: il blog è affiliato Amazon. Se cliccherai uno qualsiasi dei link qui sotto per comprare un libro (non necessariamente quelli proposti nel post), riceverò una piccola commissione che verrà investita per incrementare questo piccolo spazio virtuale di contenuti. In ogni grazie anche solo per essere passato di qua ;)

La Nave di Teseo

 
| Quando Eravamo Eroi di Silvio Muccino |
Alex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all'altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, ma, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità. Una verità che nel corso di quegli anni lo ha portato ad un punto di non ritorno oltre il quale, di Alex, non resterà più nulla. Per Eva, Alex è stato il grande amore, per Rodolfo il rivale-amico che aveva rubato il cuore della ragazza di cui era innamorato, per Melzi un dio messo su un piedistallo, per Torquemada un enigma da risolvere. Nessuno è mai riuscito a superare il dolore di quell'abbandono che ha alterato il corso delle loro vite. È per questo che, nonostante tutto, decidono di accettare l'invito di Alex a trascorrere tre giorni nella sua casa in campagna - meta e rifugio di tanti momenti passati insieme. Ma quando vi arriveranno, la rivelazione che li attende sarà infinitamente più scioccante di quanto avessero mai potuto immaginare. Sarà solo l'inizio di un weekend fatto di verità e confessioni, pianti e risate. Al loro risveglio, il lunedì mattina, nulla sarà più lo stesso.
Dall'8 Marzo 2018.


Nord

 
| La Voce delle Cose Perdute di Sophie Chen Keller |
Una sera d’inverno, una vecchia mendicante gira per le strade di New York in cerca di un riparo, quando una donna apre la porta della sua pasticceria e la invita a passare lì la notte. La mattina dopo, la mendicante è scomparsa, lasciando in dono un libro illustrato. In breve tempo, la pasticceria diventa la più frequentata della città, perché da quel giorno i dolci non sono solo deliziosi: i biscotti curano i reumatismi, le gallette migliorano l’umore e la torta paradiso fa dimagrire… finché, un giorno, il libro sparisce.Walter odia le parole. Soffre di un disturbo che gli impedisce di articolare bene i suoni e, un giorno, stanco delle prese in giro dei coetanei, ha smesso di provarci. Ha deciso di chiudere la bocca e aprire gli occhi. Adesso, a dodici anni, Walter osserva e nota cose che sfuggono alla maggior parte delle persone, distratte da chiacchiere inutili. Ed è diventato bravissimo a ritrovare le cose perdute. Ecco perché, quando il libro della madre scompare, lui si lancia nella ricerca con l’aiuto del suo unico amico, Milton, un Labrador grassoccio e intraprendente. Insieme, Walter e Milton si avventurano negli angoli dimenticati di New York, incontrando persone che per gli altri sono invisibili: dalla donna che tutte le mattine raccoglie le lattine per strada a una coppia delusa dal mondo, che si è ritirata in un stazione abbandonata della metropolitana. Grazie alle loro storie, Walter scoprirà generosità e speranza, solitudine e rimpianti, ma soprattutto capirà che la vita è un dono troppo prezioso per guardarla scorrere. E così riuscirà non solo a trovare le magiche pagine del libro perduto, ma pure la forza di aprirsi agli altri e di dare voce ai suoi sogni.
È capitato a tutti noi di avere l’impressione di aver perso qualcosa, di sentirci soli e incompresi. Questo romanzo ci ricorda che, nonostante tutto, c’è tanta speranza nel mondo. E che basta avere il coraggio di guardarsi intorno con occhi nuovi e ascoltare il nostro cuore per ritrovare ciò che abbiamo smarrito.
Dal 29 Marzo 2018.

Garzanti

 
| L'Amante Silenzioso di Clara Sanchez |
Rigogliose piante di un verde smeraldo addobbano il patio dove si svolge la cena. Isabel è lì su invito di un'ambasciata spagnola in Africa. Tutti credono che sia una giovane fotografa con la voglia di immortalare i colori e i panorami di quella terra bruciata dal sole. Ma non è questa la verità. Isabel sta cercando qualcuno. Sta cercando, per conto dei suoi genitori, Ezequiel, che si è lasciato tutto alle spalle per ritrovare sé stesso. È stato un uomo a fargli credere di non aver bisogno di null'altro, Maina, che con il suo potere carismatico di persuasione ha legato a sé diverse persone che come Ezequiel si sentivano perse. Perse come amanti silenziosi in cerca d'amore. Isabel deve salvarlo. Deve farlo perché non ci è riuscita con suo fratello che si è affidato a qualcuno con le stesse capacità manipolatorie. Per questo ha accettato questa strana missione, apparentemente semplice: trovare Ezequiel e capire se sta bene. Ma quando Isabel incontra finalmente il ragazzo e conosce Maina capisce che dietro l'obiettivo di regalare nuove prospettive di vita a chi credeva di non averne si cela qualcosa di molto più grande. Attraversando i piccoli villaggi e la natura incontaminata, Isabel si accorge di strani movimenti, nei quali sembra invischiato anche Ezequiel. C'è qualcosa che non torna. Eppure sa che non può fare troppe domande. Perché rischia di essere condizionata e di perdere anche lei il controllo. Perché la sua copertura di fotografa può cadere da un momento all'altro. Perché da sola non è facile farsi scudo da una rete di intrighi e loschi affari.
Dall'8 Marzo 2018.

Tre60

 
| La Forma dell'Acqua di Guillermo Del Toro |
Baltimora, 1962. Dopo aver perso l'uso della voce a causa di un incidente, la giovane Elisa conduce una vita spenta, senza ambizioni. Ma un giorno, all'interno del laboratorio in cui lavora come donna delle pulizie, entra per sbaglio in una stanza e fa una scoperta straordinaria: in una vasca piena d'acqua c'è una strana creatura. È sicuramente prigioniera e con ogni probabilità è lì perché oggetto di un esperimento. Ma cos'è? Anzi: chi è? All'insaputa di tutti, Elisa entra in contatto con quella creatura e tra i due si crea un legame sempre più forte. Un legame incomprensibile al mondo, che vede in lei una donna insignificante e nella creatura soltanto un mostro da studiare. Un legame che però ha i tratti e la forza del vero amore...
Dal 1 Marzo 2018.

Newton Compton

  
| La Paziente Perfetta di Jenny Blackhurst |
Karen, Eleanor e Bea sono amiche sin da quando erano bambine. Tra loro non ci sono segreti, e ciascuna conosce le altre alla perfezione. Adesso che hanno superato i trent'anni, hanno cominciato ad allontanarsi a causa delle difficoltà di tutti i giorni: Eleanor è una moglie e una madre sommersa dalle responsabilità e che fatica a stare dietro a tutte le cose da fare; Bea è felicemente single, o almeno questo è ciò che lascia credere agli altri; Karen fa la psichiatra e, nonostante il proprio passato oscuro, considera se stessa la roccia del gruppo, l'amica su cui contare. Ma quando una nuova paziente si presenta nel suo studio con disturbi che non le sono ancora del tutto chiari, Karen comincia a temere di aver messo le sue più care amiche in pericolo. Perché la sua paziente sa cose sulle tre donne che nessuno all'infuori del loro ristretto circolo potrebbe (o dovrebbe) conoscere...
Dal 29 Marzo 2018.

Guanda

 
| Il Signor Diavolo di Pupi Avati |
Un delitto insolito e feroce, commesso da un adolescente armato di fionda. E un movente spaventoso: la vendetta. I medici hanno detto che il suo migliore amico, Paolino Osti, è morto di malattia ma lui, Carlo, sa bene che è stato per via del sacrilegio che Paolino ha commesso contro la sua volontà. Subito dopo quella terribile mattina in chiesa, l'amico si è «ammalato», e con l'ultimo respiro ha detto: «Io voglio tornare». E per Carlo è diventata un'ossessione... Fino alla notte più infausta. Nell'Italia del 1952, nel cattolicissimo Veneto in cui la Democrazia Cristiana domina incontrastata, un tragico caso di cronaca può trasformarsi in una catastrofe politica. Furio Momentè, ispettore del Ministero di Grazia e Giustizia, viene inviato a Venezia da Roma per seguire il processo e calmare le acque. È il suo primo caso importante, l'occasione per riscattare una vita di meschinità. Ma scoprirà che non è così facile sfuggire al passato, né fare chiarezza sul presente. Pupi Avati ci immerge in una storia intensamente nera, ritratto di una provincia non addomesticata, mai del tutto compresa, un profondo Nordest intriso di religione e di superstizione e in cui i confini tra vita e mistero si spostano come l'orizzonte delle paludi. Un mondo dove tutto sembra possibile. Anche l'intervento del diavolo.
Dal 1 Marzo 2018.

Mondadori

 
| Manhattan Beach di Jennifer Egan |
Una grande casa di mattoni dorati con tende da sole a strisce verdi e gialle che svolazzano dalle finestre affacciate sulla spiaggia, mancano quattro giorni a Natale e fa un freddo cane. Anna Kerrigan, dodici anni, accompagna il padre a far visita a Dexter Styles, un uomo potente che spadroneggia su mezza New York e che, intuisce, è decisivo per la sopravvivenza della sua famiglia. Anna è ipnotizzata dal mare e dall'aria di mistero che sembra circondare la conversazione tra i due adulti. Anni dopo, suo padre è scomparso e l'America si sta preparando a entrare nella Seconda guerra mondiale. File di navi militari punteggiano l'orizzonte davanti ai cantieri navali dove Anna ha trovato lavoro, ora che alle donne è permesso sostituire gli uomini mentre sono al fronte. Anna è audace e combattiva - diventerà la prima donna palombaro! -, pronta a superare tutte le linee che dividono il mondo maschile da quello femminile, i ritrovi per le chiacchiere di signorine nubili dai nightclub dove gangster e ragazze spavalde ballano scatenati. Ed è qui che una sera rivede Dexter Styles e comincia a intuire i misteri che aleggiano attorno alla scomparsa di suo padre. È l'inizio di molti cambiamenti, nella vita di Anna e della sua famiglia, nella storia di New York. Jennifer Egan rovescia ancora una volta ogni aspettativa e scrive un romanzo storico, a modo suo. Seguendo Dexter e Anna in un mondo popolato da criminali, marinai, sommozzatori, banchieri aristocratici e uomini del sindacato, immortala le trasformazioni destinate a segnare l'intero secolo: gli anni in cui le donne conquistano libertà e indipendenza, l'America diventa una grande potenza militare, la malavita si mescola all'alta società newyorkese e ai gangster succede una nuova generazione senza scrupoli.
Dal 6 Marzo 2018.

Piemme

 
| Se la Notte ti Cerca di Romano de Marco |
Il brutale omicidio di Claudia Longo, single cinquantenne, nell'esclusivo quartiere Parioli, a Roma, sembra opera di un amante occasionale. Uno dei tanti che la donna era solita ospitare in casa. L'unica a non pensarla così è il commissario Laura Damiani, tornata nella capitale dopo una devastante esperienza lavorativa a Milano. La poliziotta scopre delle connessioni fra quell'omicidio e le morti, apparentemente accidentali, di altre donne sole. Le vittime erano tutte clienti di un raffinato locale per incontri, nel quartiere Eur, il Single. L'unico modo che Laura ha per vederci chiaro è infiltrarsi nel locale, come cliente, all'insaputa dei suoi superiori. Sarà l'inizio di un viaggio allucinante nei misteri di una vita notturna fatta di trasgressione, vizio, segreti innominabili. Laura avrà l'occasione di guardare dentro se stessa e misurarsi con la propria solitudine e i fantasmi di una esistenza perennemente al bivio fra la totale dedizione al lavoro e la scelta di una vita personale più appagante. Ma dovrà fare i conti anche con un'altra realtà: c'è ancora un assassino in circolazione. E il suo prossimo obiettivo sembra essere proprio lei...
Dal 27 Marzo 2018.
Nota: Il romanzo credo (perché in copertina non mi pare sia segnalato) faccia parte della serie "nero a Milano". L'hanno preceduto Città di Polvere e Io La Troverò.


Einaudi

 
| Invidia il Tuo Prossimo di John Niven |
Alan è un celebre critico gastronomico. È felicemente sposato, ha tre figli e una grande casa a pochi minuti dal centro di Londra. Quando all'uscita della metropolitana rivede quello che in gioventù era il suo «migliore amico», sulle prime non crede ai propri occhi. Craig, il Craig che sembrava destinato a diventare una rockstar di fama internazionale, è invece ridotto a chiedere l'elemosina ai passanti. Alan non deve pensarci su più di tanto, giusto il tempo di una birra. Lo aiuterà. Lo ospiterà a casa sua fino a quando Craig non si sarà rimesso in carreggiata. Lo fa perché è generoso? Oh, certo. Perché i vecchi amici vanno aiutati? Sicuro, come no. Ma diciamocelo, sostenere Craig gli dà un piacere sottile e feroce: lui ce l'ha fatta, Craig no. Alan sconterà il bene che sta facendo, non c'è dubbio. Perché non c'è nulla di più odioso del successo degli altri. E nulla ci dà più gioia del vederli crollare.
Dal 13 Marzo 2018.

Feltrinelli

 
| La Famiglia di Ed Sanders |
Pochi mesi dopo la premiazione agli Oscar di «Rosemary's Baby», la moglie incinta del regista Polanski, l'attrice Sharon Tate, e altre quattro persone vengono barbaramente uccise. Siamo nell'agosto del 1969. La polizia non scopre nessun movente, se non apparentemente le tracce di un rituale satanico. Due giorni dopo, stessa sorte capita a una coppia di facoltosi coniugi di Los Angeles. Il terrore s'impadronisce della California. Nessuna pista - gioco, droga, vendetta - porta a risultati concreti. Solo un caso porta alla verità. Gli assassini sono dei giovani cittadini statunitensi (con una forte componente femminile) che da un paio d'anni conducono una vita errabonda nel Topanga Canyon sotto la guida di Charles Manson. Sempre ai margini della legge, più volte arrestati, questi giovani avevano dato vita a una comune dai costumi liberi, strettamente coesa intorno al suo leader, cui tributavano un'obbedienza e un'adorazione totali. Che cosa abbia potuto trasformare questi giovani hippie in una banda di assassini e quali fossero le cause dell'ascendente di Charles Manson - un personaggio inquietante che di volta in volta si proclamava Satana e Cristo, che aveva avuto un'infanzia terribile ma che era anche un musicista vero tanto da ispirare Dennis Wilson, fondatore dei Beach Boys - è quanto Ed Sanders si propone di spiegare in questo libro.
Dal 22 Marzo 2018.

Giunti

 
| Ti Ho Trovato Tra le Stelle di Francesca Zappia |
Nel mondo reale, Eliza Mirk è una ragazza timida, poco socievole e solitaria. Online, è Lady Constellation, autrice anonima di «Monstrous Sea», un webcomics adorato da milioni di followers in tutto il mondo. Eliza non si sente mai sola, la sua comunità digitale la fa sentire amata e parte di qualcosa di importante. Poi a scuola conosce Wallace, un ragazzo che non parla con nessuno ma decide di aprirsi proprio con lei, ed Eliza comprende che anche la vita offline vale la pena di essere vissuta. Ma quando accidentalmente la sua identità segreta di Lady Constellation viene svelata al mondo, tutte le sue certezze e i suoi punti fermi - online e offline - vanno in frantumi...
Dal 7 Marzo 2018.

Tea 

 
| Gli Annientatori di Gianluca Morozzi |
«Quand'è iniziato il percorso che mi ha portato a quest'inumana dannazione?» A chiederselo è Giulio Maspero, giovane autore bolognese con due radicatissime passioni: la scrittura e le ragazze. Due strade certe per la rovina. Infatti, tra qualche romanzo più o meno di successo e qualche flirt non proprio innocente, nel mezzo di una calda estate si ritrova senza fidanzata - soprattutto senza la sua casa in cui vivere comodamente - e privo della pace necessaria per completare il romanzo che possa liberarlo, una volta per tutte, dalle insidie di un conto pericolosamente in rosso. Ma poi, in una delle sue serate solitarie in giro per Bologna, si imbatte in un fumettista cialtrone e grottesco in partenza per l'Uruguay, che gli offre di trasferirsi a casa sua per prendersi cura delle piante durante la sua assenza. Una casa piccola, in periferia, senza l'aria condizionata e con vicini invadenti... ma pur sempre una casa gratis. Così Giulio, risollevato da quest'improvvisa fortuna, si trasferisce. Ma perché i vicini, tutti parenti tra loro, sono così gentili e accoglienti? E perché in quella mansarda non ci sono piante? Meglio non chiederselo, forse, visto quant'è affascinante e disinibita la nuova dirimpettaia... Sempre in equilibrio tra reale e surreale, con la consueta abilità Gianluca Morozzi accompagna i suoi lettori lungo una storia in cui, a poco a poco, dalle piccole crepe che si aprono in una situazione comune, filtra l'oscurità inquietante che si nasconde dietro la «normalità».
Dal 1 Marzo 2018.

Fazi

 
| La Foresta Assassina di Sara Blaedel |
È una notte importante, per il quindicenne Sune. Cresciuto in una comunità neopagana scandinava, è finalmente giunto il momento del suo rito di iniziazione: insieme al padre uscirà di casa bambino, per farvi ritorno da uomo. È il suo rito. Un falò è stato acceso in mezzo alla foresta; le lingue di fuoco vibrano nell’oscurità e le ombre nere oscillano fra gli alberi; gli uomini sono tutti lì per lui, per accoglierlo nel loro cerchio. E poi, ecco una donna. Una prova difficile… Quella notte Sune sparirà nel nulla. Le indagini sono affidate alla detective Louise Rick, che è tornata al dipartimento di polizia dopo una lunga assenza forzata. Hvalsø, teatro della scomparsa del ragazzo, è il suo paesino d’origine, e per Louise questo caso si rivela un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, che la costringerà a fare i conti con i misteri del suo passato: il suo fidanzato potrebbe non essersi suicidato, come credeva. Correndo gravi pericoli, riscoprirà poco alla volta una cittadina dove il manto invernale del Nord ha coperto ogni cosa ma dove, dietro paesaggi gelidi e immacolati, si nascondono terribili segreti e legami mortali.
Dal 15 Marzo 2018.

Rizzoli Lizard

 
| Jonas Fink di Vittorio Giardino | 
Jonas ha solo dodici anni quando suo padre, un onesto ebreo borghese, viene arrestato con l'accusa di aver cospirato contro il regime comunista che dal 1949 tiene sotto scacco la Cecoslovacchia. Comincia così l'incubo di un ragazzo segnato dal marchio dell'infamia, vittima di una realtà in cui anche i muri hanno orecchi e la delazione all'ordine del giorno. Incurante del pericolo, Jonas stringe amicizia con un piccolo gruppo di contestatori che animerà l'intensa e luminosa stagione del Sessantotto. Vittorio Giardino, che a quest'opera ha dedicato oltre vent'anni della sua vita, è riuscito a fissare - come in una goccia d'ambra - il momento storico in cui un intero Paese ha smesso di essere una società e i singoli cittadini sono diventati l'uno il peggior nemico dell'altro. Con la crudele dolcezza del suo segno, Giardino ha immortalato la sofferenza e il desiderio di riscatto di una generazione cresciuta all'ombra della dittatura.
Dal 6 Marzo 2018.

La Corte Editore

 
| I Figli del Male di Antonio Lanzetta |
Damiano Valente #2
È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un’auto su una spiaggia vicino Castellaccio. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un biglietto con un messaggio contenente solo due parole: Lui vede.Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore di- ventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva pro- messo di non farsi più coinvolgere, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che in- vece continua a tormentarlo.Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora.Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista.Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume.Gli anni in cui tutto ebbe inizio.Il nuovo sensazionale thriller dell’autore italiano citato anche dal Sunday Times come una delle rivelazioni degli ultimi anni a livello internazionale.
Dal 15 Marzo 2018.




Vi ricordo che siamo in pieno periodo sconti!
La Bao Publishing ha il 25% su tutto il suo catalogo fino al 22 Aprile




Al mese prossimo ;)

5 aprile 2018

Recensione, GLI ANNIENTATORI di Gianluca Morozzi

A volte dimentico di amare un autore e per fortuna c'è chi me lo ricorda. Grazie Michele.
Adesso, prima che la demenza senile torni a colpirmi, mi faccio un appunto grande come una casa: "recuperare TUTTI i libri di Morozzi" E aggiungerei anche "il più in fretta possibile".

Gli Annientatori di Gianluca Morozzi

| Edizioni Tea | pag. 196 | € 13,00 |
«Quand'è iniziato il percorso che mi ha portato a quest'inumana dannazione?» A chiederselo è Giulio Maspero, giovane autore bolognese con due radicatissime passioni: la scrittura e le ragazze. Due strade certe per la rovina. Infatti, tra qualche romanzo più o meno di successo e qualche flirt non proprio innocente, nel mezzo di una calda estate si ritrova senza fidanzata - soprattutto senza la sua casa in cui vivere comodamente - e privo della pace necessaria per completare il romanzo che possa liberarlo, una volta per tutte, dalle insidie di un conto pericolosamente in rosso. Ma poi, in una delle sue serate solitarie in giro per Bologna, si imbatte in un fumettista cialtrone e grottesco in partenza per l'Uruguay, che gli offre di trasferirsi a casa sua per prendersi cura delle piante durante la sua assenza. Una casa piccola, in periferia, senza l'aria condizionata e con vicini invadenti... ma pur sempre una casa gratis. Così Giulio, risollevato da quest'improvvisa fortuna, si trasferisce. Ma perché i vicini, tutti parenti tra loro, sono così gentili e accoglienti? E perché in quella mansarda non ci sono piante? Meglio non chiederselo, forse, visto quant'è affascinante e disinibita la nuova dirimpettaia... Sempre in equilibrio tra reale e surreale, con la consueta abilità Gianluca Morozzi accompagna i suoi lettori lungo una storia in cui, a poco a poco, dalle piccole crepe che si aprono in una situazione comune, filtra l'oscurità inquietante che si nasconde dietro la «normalità».
Voto:

Se non conosci Morozzi e per puro caso ti ritrovi tra le mani la sua ultima fatica, stai attento, perché potresti farti male. E molto anche. Ho letto commenti carichi di entusiasmo e altri del tipo "questa volta l'autore ha esagerato", ma io con sommo gaudio sto nella prima categoria. Morozzi diventa sempre più sadico e io sono sempre più felice.
Gli Annientatori non è un thriller, non è un horror, non è un noir, eppure è tutte e tre queste cose insieme: un gioiellino imbrattato di sangue capace di stravolgere e sconvolgere.
Quando lo inizi non sai bene dove possano portarti le strade deserte di una calda e afosa Bologna. La città si è svuotata, il Reno scorre stanco, e Giulio Maspero ha pochi ma chiari obiettivi: trovarsi una casa, visto che la fidanzata dopo l'ennesimo tradimento lo ha messo alla porta, e scrivere il libro che gli darà fama e gloria.
Per una fortuita coincidenza si ritrova ad abitare nella mansarda di un collega (un fumettista) che è partito per l'Uruguay, ma fin da subito quell'inaspettato colpo di fortuna mostra l'altro lato della medaglia. I vicini di casa, tutti imparentati tra loro, sono fin troppo disponibili, quasi invadenti; chi gli porta le lasagne, chi lo invita ai compleanni, chi gli fa troppi sorrisi quando lui vuole solo un po' di pace. Però tra tutti c'è Rachele Malavolta, la dirimpettaia, così bella e prorompente che sembra uscita da una pellicola degli anni Venti e Giulio resiste a tutto, tranne alle tentazioni e non è nemmeno colpa sua, ma di un vecchio patto stretto col demonio quando era ancora un ragazzino amorevolmente soprannominato Sacco di Merda.
Accantonate, in parte, le perplessità, Giulio scribacchia quello che riesce - quando ci riesce - passa le serate a comporre un misterioso puzzle, e intanto, a sua insaputa, un macabro disegno prende forma alle sue spalle. Un disegno assolutamente folle e crudele che affonda le radici in un terribile passato.
Preoccupati? Tranquilli, fino alle ultime pagine potrete respirare in modo regolare, nonostante il tarlo si sia già insinuato nelle vostre menti e la curiosità vi divori, Morozzi non ha fretta di annientarvi, lui è paziente, sa centellinare le informazioni, sa calcolare i tempi e sa quando infliggere il colpo fatale. Però preparatevi. Quello che temete arriverà. E già che ci siete elevate ogni vostra più nera aspettativa all'ennesima potenza, così, forse, il finale non vi toglierà il fiato. E dopo potrete tornare a respirare.
Io ve lo dico, Morozzi sa come solleticare il mio lato creepy, sa come alimentare i miei incubi, come tenermi sveglia la notte e io con lui mi diverto sempre un sacco. A volte esagera? No, cioè sì, ma se lui per primo non ha pietà per i suoi personaggi... perché dovrei averla io?

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30 marzo 2018

Recensione Addicted, serie tv e dipendenze


Il Book Bloggers Blabbering a Marzo ha puntato l'obiettivo su una casa editrice che è stata in grado di stupirci su svariati fronti. LiberAria pubblica saggi, narrativa italiana per adulti e ragazzi, romanzi stranieri.
Io mi sono buttata quasi a colpo sicuro. E sono caduta bene. Moooolto bene. Pronti a scoprire cosa ho letto? 8)


Addicted serie tv e dipendenze

a cura di: Michele Caselia, Jacopo Cirillo,
Marika di Maro, Leonardo Gregorio, Carlotta Susca.
LiberAria, 2017 - pag. 129


Dopo la bellissima recensione uscita sul blog Una Banda di Cefali, torno a parlare di Addicted, serie tv e dipendenze, questa volta dal punto di vista di chi le serie le ama e odia allo stesso tempo. Ebbene sì, sono una strana persona. Quasi anaffettiva mi definirei. Eppure di serie tv ne ho viste, ma spesso e volentieri a posteriori, perché sono una spettatrice molto impaziente e vivo malissimo le estenuanti attese che mi separano dalla fine di una serie all'inizio della sucessiva. Facendo così però cosa succede? Una cosa a dir poco tragica che si riassume in una sola parola: ma-ra-to-na.
Ricordo benissimo cosa abbiano significato nove stagioni di How I Met Your Mother - 208 episodi! - una di fila all'altra. E American Horror Story? Non parliamone. Per fortuna che ogni serie era autoconclusiva, ma questo non mi impediva di spalmarmela in due giorni in cui vegetavo davanti alla tv con la caffeina che mi scorreva nelle vene e un sospetto tic all'occhio destro su cui non volevo soffermarmi troppo.
Tutto è iniziato nel lontanissimo nel 1984 con i Visitors la prima serie tv che mi ha incollato allo schermo: ero piccola, innocente e terrorizzata. Con i lucertoloni alieni ho vissuto la mia prima frustrazione che è confluita - più potente che mai - al termine dell'inaspettato non-finale in un grido sordo: voglio morire. adesso. subito. anzi no. voglio uccidere tutti. produttori, sceneggiatori, cast. mondo televisivo. Ero furiosa. Da lì il mio credo sempre attuale: non mi fregherete mai più! Per questo raramente inizio una serie che non sia già terminata.
Ma tagliamo corto che del mio excursus televisivo non può fregarvi di meno.
Perché ho scelto di leggere Addicted? Perché la passione per cinema e TV è nata ancor prima di quella per la lettura e il potermi addentrare nelle dinamiche di questa meravigliosa arte lo trovo sempre stimolante e molto, molto interessante.


Addicted contiene cinque saggi in cui altrettanti autori riflettono su vari aspetti che caratterizzano le serie tv e le dipendenze che ne derivano.
Per esempio ci sono film che non si esauriscono coi titoli di coda, ma che hanno ancora molto da raccontare e spettatori che non vogliono dire addio, se non ai protagonisti, alla storia in sé. Da qui, come ci spiega Leonardo Gregorio, nascono serie tv come Minority Report o Fargo; va al nostro inesauribile guilty pleasure il merito della loro genesi, è un universo in continua crescita, "partendo dal film-pianeta si offre allo spettatore l'esplorazione del sistema solare/seriale."
Michele Casella analizza l'importanza del suono: rumori e silenzi devono essere perfettamente dosati, a partire dal trailer. Si entra poi nel merito di serie tv come Twin Peaks, Stranger Things, Sense8. L'esperienza audiovisiva genera un loop, deve entrarti nella mente, deve poter creare un ricordo immediato solo attraverso l'ascolto di pochissime note.
Lo sappiamo, quello di dipendenza è un concetto che fa parte della vita di tutti i giorni; siamo dipendenti dallo shopping, dal cibo, dalle droghe. La dipendenza da serie tv è qualcosa di diverso perché non riguarda il concreto, bensì l'astratto, eppure in personaggi fittizi possiamo ritrovare noi stessi o semplicemente quel qualcosa che ci permette di evadere dalla vita di tutti i giorni. Le strategie narrative che alimentano la dipendenza dello spettatore ce le spiega Marika Di Maro, mentre Jacopo Cirillo analizza i vari gradi di dipendenza, da quella affettiva a quella distruttiva.
Il mio saggio preferito è sicuramente l'ultimo, quello di Carlotta Susca perché getta una nuova luce sul finale (amato, odiato e oltremodo discusso dall'intero popolo del web) di How I Met Your Mother da cui personalmente sono rimasta delusa solo in parte. Grazie al suo approfondimento ho perdonato alcune scelte narrative che rientrano nell'analisi del tanto temuto e agognato The End. Perché diciamocelo, tutti vogliano una fine, ma allo stesso tempo tutti la rifuggiamo. E forse siamo destinati a non essere mai soddisfatti al 100%.


Ho solo tracciato per sommi capi gli argomenti che vengono trattati all'interno dei saggi per non togliere il piacere della scoperta, ma vi dico solo che queste centoventinove pagine me le sono lette e rilette, sempre con rinnovato piacere. 
A parte che l'edizione è davvero accattivante, le illustrazioni in tricromia di SoniaQQ si sposano perfettamente ai contenuti e il linguaggio forbito ma di grande comprensibilità rende Addicted un'esperienza appagante sotto ogni punto di vista, capace, tra l'altro, di creare a sua volta dipendenza. Non nego infatti di avere nuovi bisogni. Non c'è un solo autore che non sia stato in grado di catturare immediatamente la mia attenzione, quando Jacopo Cirillo ha citato Monkey Island il mio lato nerd ha avuto un fremito, e scoprire che Chuck Palahniuk non si pronuncia Palaniùk ma Polànik mi ha fatto desiderare per un attimo di essere una booktuber prossima a recensire Fight Club. Sì, dare sfoggio di sapienza è sinonimo di piacere estremo. 
Ci sono anche riferimenti a grandi autori come Italo Calvino e Umberto Eco, non mancano curiosità ed estratti, battute e fun fact. Più di così, non so cosa si potrebbe desiderare.
Ah, tra le tante cose ho voluto leggere Addicted per capire il mio tipo di dipendenza e penso di averlo inquadrato, ma soprattutto ho compreso che al di là del funzionamento di queste dinamiche quello che un semplice spettatore coglie molto spesso è scontato. Una bella storia. Protagonisti divertenti. Musiche da sballo. E allora chi se ne frega dei come e dei perché... da un certo punto di vista possono essere scontati, ma dall'altro possono rivelarsi un valore aggiunto. Per me è stato così. Sono una monkey addicted (una specie ancora da studiare), sono curiosa, mi piace sapere, scoprire, informarmi, e anche se sono bravissima a restare indietro lo sono altrettanto a recuperare. Vi dico solo che la mia lista di serie tv da vedere si contava sulle dita di una mano. Adesso quelle dei piedi non mi bastano. 

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