18 febbraio 2018

Recensione, QUELLI CHE MERITANO DI ESSERE UCCISI di Peter Swanson

Lettori bentrovati! Ultimamente ho il thriller e tutti i suoi sottogeneri che mi scorrono nel sangue e nell'attesa che mi passi questa fissa (ma passerà?) vi consiglio un noir in piena regola uscito solo a metà dello scorso anno. Se amate complotti, vendette, diabolici piani e antieroi, non potete farvelo scappare! Anche se girovagando in rete ho visto che l'altro romanzo di Swanson - Il Lungo Inganno - ha voti più bassi, non vedo comunque l'ora di leggerlo.

Quelli Che Meritano di Essere Uccisi di Peter Swanson

| Einaudi, 06/2017 | pag. 336 |

Ted Severson ha una vita dorata: è giovane e ricco, proprietario di una società di consulenza plurimilionaria, sposato con una donna capace di fare girare la testa a ogni uomo che incontra. E, soprattutto, è follemente innamorato. Quando però scopre che la moglie lo tradisce secondo il più banale dei cliché, il suo mondo perfetto va in frantumi. L'unica a raccogliere il suo segreto è Lily, eterea sconosciuta seduta accanto a lui su un volo di ritorno dall'Inghilterra. A lei, che custodisce un passato denso di misteri, Ted racconta quello che non osa confessare neppure a sé stesso. È vero che l'omicidio potrebbe non essere la più bruciante delle colpe? È vero che alcuni di noi meritano semplicemente di essere uccisi? A poco a poco, Lily trascina Ted in una spirale alimentata in parti uguali dal desiderio e dalla sete di vendetta, nel cuore di una storia capace di rovesciare tutte le nostre certezze.
Voto:

"Odiavo mia moglie. Ma solo perché un tempo l'avevo amata."
Pazzi. I protagonisti di questo libro sono due pazzi scatenati. Lui che appena scopre il tradimento della moglie pensa bene di farla fuori, lei che ha passato la vita a togliere di mezzo tutte le persone che l'hanno ferita. Si incontrano per caso in aeroporto e il volo che li riporta a casa è a dir poco galeotto. Due menti deviate che insieme pianificano l'omicidio perfetto. Per Ted è il primo, quello che gli farà assaporare il dolce sapore della vendetta, per Lily l'ennesimo, perché la vita le ha insegnato che le mele marce vanno tolte dall'albero prima che cadano. 
Due voci che si alternano per descrivere le facce opposte di una medaglia; la vita apparentemente perfetta di Ted e Miranda, una coppia invidiata, ricca, felice, appagata sotto ogni punto di vista, e quella solitaria di Lily, una giovane donna sopravvissuta all'infanzia e alle insidie del primo amore, intelligente, acuta, ma con un senso morale primitivo che la rende incapace di provare rimorsi e pentimenti. Lily è il frutto di cause e effetti, di scelte sbagliate e genitori inadeguati e aprire le crepe del suo passato sarà come scoperchiare il vaso di Pandora.
Quelli Che Meritano di Essere Uccisi ha i connotati del vecchio noir e non ne tradisce lo schema tipico del genere fino all'ultima pagina. Ti lega a doppio filo e nonostante la trama si snodi come da copione, stiamo parlando di un copione degno di un film, a metà strada tra Il Delitto Perfetto di Hitchcock e L'Amore Bugiardo della Flynn.
Se un classico romanzo giallo è in parte rassicurante, perché l'indagine consegna i criminali alla giustizia e tutto è bene quel che finisce bene, nel noir è l'esatto contrario. Ed è questo il bello. Vedere come certe piaghe possano diventare virulente. Arrivare addirittura a tifare per il "nemico" perché è grazie a lui che il "divertimento" è assicurato e se Ted l'ho biasimato più volte, lo stesso non è successo con Lily che ho quasi compreso senza poterla però giustificare. Dalla metà in poi il ritmo si fa ancora più serrato, entrano in gioco nuove variabili, l'autore assesta un colpo di scena assolutamente geniale e il cappio si stringe sempre di più... ma intorno al collo di chi?
" Uccidere, per molti versi, è l'espressione suprema
della volontà di vivere."
Bugie, segreti, vendette. Eredità. Personaggi bifronti. E una domanda che ti martella per oltre trecento pagine: ma esiste davvero il delitto perfetto?
Consigliatissimo.

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14 febbraio 2018

Le Uscite di Gennaio e Febbraio 2018

Lettori buongiorno, oggi ho deciso di raggruppare le uscite del mese di Gennaio con quelle di Febbraio e che ve lo dico a fare... voglio tuttoooo!!! Ah, sono in fase thriller, quindi il genere primeggerà. Perdono.
Vi posso già consigliare L'Uomo di Gesso che trovate recensito qui, una storia nera come la sua copertina che di buono ha davvero poco. O forse niente.
So Tutto di Te di Clare Mackintosh sarà invece la mia prossima lettura, anche qui ho seguito il mio istinto e qualche consiglio fidato, quindi non vedo l'ora di iniziarlo!
Poi mi ispira un sacco Mary e il Mostro, la storia di come la Shelley creò il mito di Frankenstein. In parte autobiografico, in parte citazionista, deve essere una gran bella cosa.

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Rizzoli

  
| L'Uomo di Gesso di C.J. Tudor | pag. 347 |
Guardandosi indietro, tutto è cominciato quel giorno alla fiera, con il terribile incidente sulla giostra. Il giorno in cui Ed, dodicenne, ha incontrato per la prima volta l'Uomo di Gesso. È stato proprio lui, l'Uomo di Gesso, a dargli l'idea di utilizzare quei disegni per i messaggi con il suo gruppo di amici. E all'inizio era uno spasso, per tutti. Fino a quando non è stato ritrovato il cadavere di una ragazzina. Ma sono passati trent'anni, e Ed pensava di essersi lasciato il passato alle spalle. Poi, per posta, riceve una busta: un gessetto, e il disegno di un uomo stilizzato. Certe storie non finiscono. Il gioco, per Ed e i suoi amichetti di un tempo, ricomincia da capo. L'Uomo di Gesso è di nuovo tra loro.
Dal 30 Gennaio 2018.

Newton Compton

 
| Il Bambino Silenzioso di Sarah A. Denzil | pag. 347 | 
Nell'estate del 2006, Emma Price assistette al ritrovamento del cappotto rosso del suo bambino di sei anni, lungo il fiume Ouse. Fu la tragica storia dell'anno: il piccolo Aiden era sparito da scuola durante una terribile alluvione, era caduto nel fiume e poi annegato. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Dieci anni dopo, Emma è riuscita finalmente a riacquistare un po' di serenità. È sposata, incinta e le sembra di aver finalmente ripreso il controllo della sua vita quando... Aidan ritorna. Troppo traumatizzato per parlare, non risponde a nessuna delle infinite domande che gli vengono rivolte. Solo il suo corpo racconta la storia di una sparizione durata dieci lunghi anni. Una storia di ossa spezzate e ferite che testimoniano gli orrori che Aiden deve aver subito. Perché Aiden non è mai annegato: è stato rapito. Per recuperare il contatto con il figlio, ormai adolescente, Emma dovrà scoprire qualcosa sul mostro che glielo ha portato via. Ma chi, in una cittadina così piccola, sarebbe capace di un crimine tanto orrendo? È Aiden ad avere le risposte, ma ci sono cose troppo indicibili per essere pronunciate ad alta voce.
Dal 29 Gennaio 2018.

DeAgostini

 
| So Tutto di Te di Clare Mackintosh | pag. 444 |
È il solito viso stanco quello che Zoe Walker, madre quarantenne e divorziata di due figli, intravede riflesso nel finestrino del treno che la sta riportando a casa. È un venerdì come tanti, e dopo un’intera settimana trascorsa ad assecondare un capo impossibile, tutto ciò che desidera è accoccolarsi sul divano tra le braccia del nuovo compagno, Simon. Ma mentre sfoglia impaziente e distratta una copia della London Gazette, la sua mano si blocca di colpo. Perché il volto di donna che pare fissarla da quelle pagine gualcite, un po’ fuori fuoco ma inconfondibile in mezzo alle immagini equivoche delle hotline a pagamento, altri non è che il suo. E se i famigliari insistono che debba trattarsi di un errore o di uno scherzo, Zoe non può fare a meno di restarne turbata, anche quando l’indirizzo web che accompagna la foto si rivela inesistente. La sua inquietudine si trasforma in incubo quando, sullo stesso giornale e corredata dal solito indirizzo Internet, appare la foto di un’altra donna, che in capo a pochi giorni viene ritrovata uccisa alla periferia di Londra. Nessuno, nelle forze dell’ordine o in famiglia, sembra disposto a credere che tra l’omicidio e gli annunci del misterioso sito findtheone.com possa esistere un legame. Ma mentre il conto delle vittime sale inesorabile, il sospetto che quella di Zoe non sia semplice paranoia si fa strada nella mente dell’agente Kelly Swift, abile e impulsiva detective in cerca di riscatto.
Dal 23 Gennaio 2018.

Nord Edizioni

 
| Il Nostro Tempo nel Mondo di Abby Fabiaschi | pag. 366 |
Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli: Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d'introdurre nella loro vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti, grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti...
Dall'11 Gennaio 2018.

 
| La Quinta Sally di Daniel Keyes |
Sally Porter apre gli occhi in un letto d’ospedale. Non ha nessun ricordo della sera precedente né di come sia finita lì. Di una cosa però è certa: non è possibile che abbia tentato il suicidio, come le hanno riferito i medici, e neppure che abbia quasi ucciso i due uomini che l’hanno salvata per poi cercare di violentarla. Eppure i medici non mentono, ed è così che Sally scopre di soffrire di un grave disturbo dissociativo dell’identità. Infatti era Nola, l’artista che possiede uno studio al Greenwich Village, che voleva morire, ed è stata Jinx, la violenta assassina, a difendersi dagli aggressori. Tuttavia in Sally albergano altre due personalità, che prendono di volta in volta il sopravvento e la spingono a comportarsi in maniera bizzarra: Derry, la cameriera gentile e affabile con tutti, e Bella, la seduttrice. Sconvolta da quella rivelazione, Sally chiede aiuto al dottor Roger Ash, un esperto di personalità multipla. Per il dottor Ash, l’unica soluzione è fondere le diverse personalità per dare vita alla «quinta Sally», una Sally finalmente unita e completa. Si tratta di un procedimento complesso e doloroso, in cui Sally dovrà rivivere i traumi che hanno causato la scissione e accettarli come parte integrante del suo passato. Ma non sarà facile nemmeno per Roger Ash, perché le ombre nascoste nel labirinto della psiche di quella donna così tormentata ed enigmatica lo costringeranno ad affrontare anche i suoi demoni…
Dal 22 Febbraio 2018.

Edizioni Guanda

 
| Bacino 13 di Jon McGregor | pag. 304 |
Inverno, campagna inglese. Rebecca Shaw ha tredici anni ed è in vacanza, quando scompare misteriosamente. I volontari del paese cominciano le ricerche, la polizia indaga e i giornalisti accorrono, stravolgendo la calma e il silenzio abituali. Eppure la vita lentamente riprende, assorbendo il dramma nel falso movimento delle stagioni che si succedono, nel periodico allungarsi e accorciarsi dei giorni e delle notti, nel ritmico mormorio della natura vegetale e animale che fa il suo corso. Nei tredici anni che seguono il vuoto lasciato da Rebecca, anche gli altri accadimenti umani che hanno luogo nel paesino – il lavoro nella campagna, le dinamiche famigliari, l’amicizia fra adolescenti, gli amori e i disamori, la malattia, la morte – appaiono come piccole accelerazioni all’interno di un ciclo che inesorabilmente perdura. E il vuoto piano piano si riempie, quasi, si direbbe, per il solo effetto del tempo, grande protagonista di questo romanzo.
Dal 22 Febbraio 2018.

Mondadori

 
| Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli 2 | pag. 210 |
C'erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! "Storie della buonanotte per bambine ribelli" è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine - e i bambini - a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un'inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l'uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.
Dal 27 Febbraio 2018.

Il Castoro

 
| Mary e il Mostro di Lita Judge | pag. 312 |
Questa è la storia di come un'adolescente incinta e fuggita da casa sia diventata una delle più famose scrittrici di tutti i tempi. Mary Shelley aveva solo sedici anni quando ha lasciato la sua famiglia per seguire il proprio cuore e l'uomo che amava. Credeva nel "libero amore" e nel diritto di ogni donna di vivere la vita che desidera. Ma era una mossa azzardata per una donna del suo tempo. Osteggiata dalla società e rinnegata dalla sua stessa famiglia, ha dovuto affrontare da sola la perdita della sua bambina, morta a pochi giorni dalla nascita. Ma Mary non si è arresa. Ha riversato tutto il suo dolore, la sua angoscia e la sua passione nella creazione del suo capolavoro, "Frankenstein", un romanzo di una forza straordinaria, letto e amato ancora oggi, a due secoli di distanza. Con la narrazione in versi liberi e le oltre trecento pagine di splendide illustrazioni ad acquerello, "Mary e il mostro" è un incredibile tributo a una donna forte e appassionata e all'incancellabile segno che ha lasciato nel mondo.
Dal 1 Febbraio 2018.


Alla prossima 8)

8 febbraio 2018

Recensione, L'UOMO DI GESSO di C. J. Tudor

Finora la mia lettura preferita del 2018. Quella che a distanza di tempo ancora mi porto addosso. Perché i libri sono come i vestiti, devi sentirli tuoi, devi starci comodo. L'Uomo di Gesso non è proprio un cashmere morbido e confortevole. E' più che altro fatto di acrilico, quello che punge e che ti fa grattare, ma è così che deve essere. Perché non puoi dimenticarti di averlo addosso.

L'UOMO DI GESSO di C. J. Tudor

| Rizzoli, 30/01/2018 | 

| Rizzoli, 30/01/2018 | pag. 347 |
Sono trascorsi trent'anni. Ed Munster adesso è un uomo, è rimasto a vivere nella stessa cittadina e insegna nella scuola locale. Abita nella bella casa che gli ha lasciato la madre e affitta una stanza a una studentessa vivace da cui è attratto, suo malgrado. Ed sembra essersi lasciato il passato alle spalle, quell'estate del 1986 in cui era un ragazzino e trascorreva giorni interi con i suoi amici. Tra infinite corse in bicicletta, spedizioni nei boschi che circondano la pittoresca e decadente Anderbury e i pomeriggi a scuola, il loro era un tempo sereno: erano una banda, amici per la pelle. E avevano un codice segreto: piccole figure tracciate col gesso colorato, per poter comunicare con messaggi comprensibili solo a loro. Poi, un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco. Fino al corpo smembrato di una ragazza. Chi sia stato l'artefice di un simile delitto, in questi trent'anni, non si è mai saputo. Sono state percorse innumerevoli piste, tutte finite in vicoli ciechi, tutte rimaste fredde. La verità di cosa sia successo quel giorno nel bosco non è mai emersa. Ma adesso Ed ha ricevuto una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso. Anche gli altri hanno ricevuto lo stesso messaggio. L'uomo di gesso è tornato. Con un thriller ispirato alla migliore tradizione anglosassone, C.J. Tudor afferra il lettore in una spirale progressiva e inesorabile, dentro la quale, solo nelle ultime pagine, ogni tassello troverà il proprio posto. Quando il quadro si farà d'un tratto necessariamente chiaro.
Voto:

Inaspettato. E le cose inaspettate sono le più belle. Raramente mi capita di buttarmi alla cieca su un libro, solitamente ci arrivo preparata dopo aver ribaltato il web come un calzino alla ricerca di recensioni e commenti. Non ho voglia di perdere tempo e non ho voglia di farne perdere alle case editrici. Ma questo è stato un colpo di fulmine. Visto e voluto.

L'Uomo di Gesso più che un thriller è un mistery, ed è quel tipo di romanzo capace di far presa sul lettore attraverso una trama che si costruisce e distrugge nel corso del tempo. Ben trent'anni separano il prima e il dopo, ma passato e presente restano sempre legati; gli amici che ci hanno accompagnato, le scelte che abbiamo fatto, il bene e il male seminato, sono nodi che non si possono sciogliere.

L'estate del 1986 per Ed, Nicky, Gav la Palla, Hoppo e Mickey Metallo doveva essere felice e spensierata, senza scuola, senza impegni, solo loro, un gruppo di ragazzini con il moccio al naso e le ginocchia sbucciate pronti a esplorare la vita a bordo di biciclette scassate.
Ma le giornate ad Anderbury sarebbero state terribilmente monotone senza quegli scossoni che il destino aveva deciso di riservare a una comunità solo apparentemente solida e serena. E quando hai dodici anni, cosa c'è di più emozionante di un cadavere? Forse un'astronave, magari un giornaletto porno, ma il gusto del macabro, per quanto sbagliato, ha sempre un fascino impareggiabile.
C. J. Tudor, attraverso la voce di Ed, un ragazzino un po' nerd, timido, ma sveglio, esplora l'età dell'inadeguatezza, delle convinzioni sbagliate e delle scelte difficili. Lo fa attraverso gli occhi innocenti di chi forse ha troppa fantasia per razionalizzare i fatti, ma è così labile il confine tra quello che vedi e quello che credi di aver visto che spesso la verità può sfuggire di mano.
E ad Anderbury niente è come sembra. E niente è come dovrebbe essere. Dalle strane indicazioni lasciate coi gessetti sui muri, alle concitate prediche di un pastore che esorta alla vita e condanna l'aborto. Dalle sfavillanti luci di un Luna Park al rosso del sangue che imbratta le giostre. Dai giochi innocenti alle sfide crudeli. Dalle sonore risate alle urla soffocate.
Trent'anni dopo quei bambini sono diventati uomini logorati dal tempo. Il 1986 li ha cambiati, trascinandoli in oscure spire da cui devono, una volta per tutte, liberarsi. Ma sarà davvero possibile?

Un romanzo davvero bello, in cui un inquietante senso di declino e morte sembra contaminare, poco alla volta, cose e persone. Le atmosfere del passato riportano a grandi titoli come It e Stand By Me e anche se C. J. Tudor non è Stephen King ha saputo catturare con un misto di tenerezza e morbosità tutte le ombre della preadolescenza per poi riconsegnarle alla luce con disillusione e amarezza. Alla fine L'Uomo di Gesso forse non è nemmeno un mistery, ma "solo" una terribile storia di segreti, bugie e amicizie. Alcune scomode, altre un po' meno. Ti sorprende, ti ferisce, ti confonde. E ti lascia con uno strano prurito addosso. Come se ad Anderbury ci fossi stato anche tu.

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6 febbraio 2018

Variant Book #18 - Sono Sempre io di Jojo Moyes

Variant Book nasce dalla mia follia più estrema e vede la rivisitazione e la reinterpretazione di romanzi più o meno noti attraverso una nuova veste grafica! Ovviamente tutto in chiave ironica.
Original Book                      Variant Book
[clicca per ingrandire]

E niente. In vista delle elezioni un post così ci può stare!


Alla prossima!

Nota: copyright img Sergei Tunin

5 febbraio 2018

Recensione SPAZIO APERTO di Christophe Lèon

Lettori buonasera, oggi vi parlo di una delle mie ultime scoperte: Christophe Lèon, autore algerino trapiantato in Francia che è stato anche a Mare di Libri un paio di anni fa e io, uffa, me lo sono perso. Urge macchina del tempo.
Scrive romanzi per ragazzi, ma non solo, e ha una penna davvero forte. E' il classico autore che non fa sconti... come piace a me insomma, ma sono sicura che piacerebbe anche a molti di voi :)

SPAZIO APERTO di Christophe Lèon

| Sinnos | pag. 157 | € 12,00 |
Lo spazio aperto è uno spazio di movimenti frenetici, di lavori incessanti e di caffè troppo zuccherati. Uno spazio dove è facile prendere e perdere il controllo. Ma è anche il luogo delle scelte, dove tutto ancora si può fare, dove la stessa strada può portare all'amore, oppure alla vendetta. Lewis ha 17 anni, un'ossessione chiamata Julia e un piano in testa che pesa sempre di più. Dopo "Reato di fuga", Christophe Leon costruisce uno strano thriller sulla società e sul ruolo che ciascuno di noi occupa al suo interno. Perché tutti, in fondo, facciamo parte di uno spazio aperto. 
Voto:

Christophe Lèon fino ai quarant'anni non avrebbe mai pensato di fare lo scrittore, anzi. Lui era uno sportivo. Poi, a causa di una malattia, si è trovato bloccato nel letto e ha deciso di prendere carta e penna per ammazzare il tempo. Era il 2000, anno più anno meno. Ad oggi ha pubblicato oltre cinquanta libri, molti anche per adulti, ma è grazie a un'attenta e spietata introspezione del mondo giovanile che è arrivato al successo. Con Reato di Fuga (sempre pubblicato da Sinnos) nel 2006 ha vinto il Premio Andersen e in Francia ne è stato tratto anche un film. Ma come dice Lèon "Non guardatelo". O meglio "Prima leggete il libro. Le immagini a volte mettono in prigione." E non potrebbe esserci cosa più vera. Se penso a Spazio Aperto sul grande schermo mi viene subito da storcere il naso. La storia di Lewis è potente, crudele e controversa e mi chiedo se un film non rischierebbe di alterare il messaggio di fondo, un messaggio mica semplice tra l'altro. Tra queste pagine si parla di un adolescente che non accetta quello che la vita gli ha riservato, di un ragazzo che ha visto andare in pezzi la sua famiglia e che tra un presente carico si risentimento e un passato in cui vediamo il progressivo sgretolarsi dell'infanzia, lui non ce la fa più e decide di dire basta. A modo suo. Nell'unico modo che la mente di un diciassettenne ferito, compromesso e arrabbiato può partorire. Perché se niente intorno a te funziona... come puoi tu stesso funzionare?
Lewis non accetta la scomparsa del padre e nemmeno lo squallido tentativo della madre di rifarsi una vita. Prova fastidio quando la guarda con il suo nuovo compagno, è tutto sbagliato, è tutto fuori posto, come un capello nella minestra. Ma è sbagliato anche il suo tentativo di rivalsa, il lettore lo sa. Sbaglia Lewis quando adesca Julia fuori dalla palestra di yoga. Sbaglia quando finge di esserle amico. Sbaglia quando le fa credere di provare qualcosa... Ma ormai il copione è stato scritto e va rispettato. Così Lewis pondera attentamente i pro e i contro, pesa le parole, studia il linguaggio del corpo. Recita una parte.
"Non si può di certo dire che questa ragazza sia un bel vedere, anzi, è davvero tremenda, con quei suoi denti da cavallo, l'acne che le mangia le guance e le labbra troppo grosse.
In realtà, ad essere onesti, mi fa comodo che Julia sia così. Con un aspirante top model l'approccio sarebbe stato più complicato e le possibilità di riuscire abbastanza remote."
"Il mio progetto è molto semplice: attraverso la ragazza mi intrufolo nella famiglia, la qual cosa mi dà occasione di stare fianco a fianco con il padre"
Un dolore troppo grande, può portare a conseguenze devastanti. Lewis non ha pietà per nessuno, nemmeno per se stesso, se ne frega del dopo, lui pensa al presente, pensa alla vendetta. Ci sono crepe dentro cui vuole insinuarsi per far crollare il muro di ipocrisie che ha distrutto suo padre. Solo questo potrà dargli sollievo.
Lèon è davvero bravo nel tratteggiare gli aspetti più oscuri di un adolescente che non ha più un solo appiglio, ed è bravo soprattutto nel mostrare quanto spesso i genitori non capiscano i tormenti dei propri figli. Chiamalo egoismo, chiamalo rifiuto della realtà, chiamalo un po' come ti pare, ma la madre di Lewis è cieca e sorda.
Il finale ho dovuto assimilarlo, ma ero preparata, sapevo che Christophe Lèon li lascia spesso aperti, è convinto che la parola fine spetti al lettore. Così, io, il "mio" epilogo l'ho scritto. C'è una caratterizzazione così profonda del protagonista e una costruzione della storia talmente precisa, che non puoi non arrivare all'ultima pagina senza sapere cosa succederà. Lo sai. Oh, eccome se lo sai.
Un romanzo molto attuale capace di fotografare, attraverso lo sguardo affranto e disilluso di un adolescente, non solo i drammi che si consumano all'interno della famiglia e sui luoghi di lavoro, ma anche la profonda pochezza della società dentro cui ci muoviamo, una società fagocitata dai doveri, dalle scalate al successo e dall'affermazione del proprio "io".

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31 gennaio 2018

Recensione Drinking at the Movies di Julia Wertz

Lettori buonasera,
finalmente riesco a parlarvi di un romanzo grafico che mi è piaciuto un sacco (Eris non delude!) e che non potete farvi scappare. Se volete saperne qualcosa di più e scoprire se possa fare al caso vostro, non vi resta che leggere la recensione ;)

P.S. Ma la sfiga è contagiosa? No, perché oggi, prima di postare la recensione, mi sono caduti su una gamba venti quintali di legna e poi mi è quasi esploso l'accendino in mano mentre stavo cercando di accendere il camino... ué Julia?! Son scherzi da fare???

Drinking at the Movies di Julia Wertz

| Eris Edzioni, 2017 | pag. 204 | € 16,00 |

Avere vent'anni. Trasferirsi a New York perché è la città in cui tutto è possibile. Realizzare i proprio sogni. Assolutamente no. L'acclamata fumettista statunitense Julia Wertz racconta in questo graphic novel autobiografico il suo primo anno a New York: quattro diversi appartamenti, sette terribili lavori, tragedie familiari, viaggi disastrosi e troppe bottiglie di whiskey. Un libro esilarante a tratti commovente, che smonta l'immaginario idilliaco di una generazione globalizzata che vede nella Grande Mela il paradiso delle occasioni che cambiano la vita.
Voto:

Ho così tanto adorato Julia Wertz che non ho fatto in tempo a sfogliare l'ultima pagina del suo libro che già la stalkeravo seguivo su Instagram. Questo per dirvi quanto mi sia sentita "a casa" tra le pagine di Drinking at the Movies, perché tutto quello che viene raccontato, anche se geograficamente lontanissimo da noi, in qualche modo ci appartiene. Dagli estenuanti traslochi ai lavoretti miserrimi, dai problemi familiari ai sogni che non smettono di infrangersi contro la dura barriera della realtà. Giuro, c'è un po' di Julia Wertz in ognuno di noi, e se almeno uno di questi undici punti vi appartiene, allora il libro dovete assolutamente averlo.


Personalmente, in base al suddetto "da fare... oggi, domani e sempre" posso dire di essere la gemella che Julia Wertz non sapeva di avere. A parte il punto 3 (sono stitica u.u), il 4 (ma faccio post, è uguale dai xD) e l'11 (mi drogo con cappuccini e tisane però) tutto il resto torna. Ammetto che ci sono momenti in cui non odio il mio lavoro e non fisso il nulla cosmico fuori dalla finestra, ma sono attimi. Poi mi ripiglio e torno alla mia acida realtà. E va benissimo secondo me, perché aspettarsi il peggio del peggio ti fa vivere meno peggio tutto lo schifo che ti succede. In fondo sono un'ottimista, no? Una che vede il bicchiere mezzo pieno.
Ma veniamo a Drinking at the Movies.
Julia Wertz ci porta tra le pieghe, le grinze e gli strappi di quella che è stata la sua vita tra la primavera 2007 e l'inverno 2008. Un focus on ben preciso che inizia con il trasferimento da San Francisco a New York e poi, via di disagio più totale: quattro appartamenti, sette lavori, il fuoco sacro (proprio là, dove non batte il sole!), l'alcol, la pizza, il cinema, gli amici, i fumetti, le sfighe...
Più che la strada per il successo quella di Julia è una vera e propria via crucis, ma grazie a una dirompente autoironia l'autrice riesce a trattare anche gli argomenti più seri e delicati con una leggerezza che non sfocia mai nella superficialità. Perché insomma, è facile ridere delle disgrazie altrui, molto meno rifletterci sopra. Julia non ha segreti con il lettore e nemmeno filtri. Pane al pane, vino al vino. E cosa c'è di meglio di una bottiglia di whisky low cost per affogare delusioni e dispiaceri? Julia ha un problema, e lo sa, ma non è facile portare sulle proprie spalle un milione di cambiamenti, non è facile avere la famiglia lontana, un fratello drogato, un sogno che sembra impossibile da realizzarsi e una sequela infinita di #mainagioia. E in tutto questo lei vuole farcela essendo comunque se stessa: una ragazza normale (be' quasi xD) piena di talento. Basterebbe solo che la gente non facesse troppo caso al suo abbigliamento trasandato e all'aspetto da eterna bambina che ispira zero credibilità. Il problema è che Julia non se la fuma nessuno. Nemmeno i marpioni alla fermata della metro.


Tratto deciso, totale assenza degli sfumati, un dirompente black and white e una scrittura al fulmicotone hanno portato Drinking at the Movies nella lista delle 50 graphic novel imprescindibili secondo AbeBook insieme a capolavori come Maus di Art Spiegelman, V per Vendetta di Alan Moore e Blankets di Craig Thompson.
Io vi invito a perdervi in questo collage arguto e intelligente di eventi e riflessioni tragicamente reali. Perfetto da leggere, ma ancora più perfetto da rileggere, tra queste pagine ci sono substrati di ogni tipo e spessore, e poi c'è lei, New York, bellissima, complice ma anche nemica, spesso fin troppo bastarda, ma in fondo è, era e sarà sempre, l'unico posto al mondo in cui dreams come true
Trasferirsi a New York è un’esperienza senza eguali che puoi fare solo una volta, o ce la fai o non ce la fai. Se non ce la fai, non ti vergognare, questa città non è per tutti. Infatti, io continuo a pensare di andarmene almeno una o due volte al giorno. L’unico vero consiglio che posso dare a qualcuno che si trasferisce a New York è solo di resistere e prima o poi tutto andrà bene. E sennò, ’fanculo, puoi sempre tornare a casa.
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29 gennaio 2018

Recensione, LOST IN AUSTEN di Emma Campbell Webster


Lettori buongiorno, oggi vi porto la recensione di un libro troppo troppo carino e mi fa un sacco piacere debuttare nel BBB proprio con lui. Cos'è il BBB? Ahi, ahi, non state attenti... cliccate qui e aggiornatevi! Oppure leggete la recensione, poi tornate qui, cliccate e aggiornatevi. Oppure... fate un po' come vi pare!

Lost in Austen di Emma Campbell Webster

| Hop! Edizioni | pag. 384 | € 21,00 |

Il tuo nome: Elizabeth Bennet La tua missione: fare un matrimonio di ragione e sentimento, evitando uno scandalo in famiglia. Hai dalla tua solo uno spirito vivace, il tuo buon senso, la tua bellezza "passabile" e devi costruirti un percorso attraverso una miriade di scelte che determineranno il tuo destino romantico (ed economico). "Lost in Austen" si basa su "Orgoglio e pregiudizio", ma le scelte che ti si propongono nel libro ti condurranno nel cuore degli altri romanzi di Jane Austen e in un territorio fantastico."Lost in Austen" è un labirinto di amori e menzogne, seduzione e scandali, disavventure e matrimoni, una vera sfida e un vero rapimento per tutte le appassionate di Jane Austen. Elizabeth riuscirà nella sua missione? Il suo destino è nelle tue mani.
* * *

Lo desideravo da tantissimo Lost in Austen e se vi dico il motivo potrà sembrarvi stupidissimo quando invece la faccenda è parecchio seria. Lo volevo per fare pace con Jane Austen. La mia breve storia triste è presto detta. Ho letto Orgoglio e Pregiudizio alle superiori su un testo didattico che prevedeva un'attenta analisi alla fine di ogni capitolo. La ricerca era così minuzioso che scienziati del vaccino ebola, scansatevi proprio! Tutto questo portava 1) alla noia 2) all'estraniarsi dalla storia (il raziocinio non è cosa buona e giusta) 3) ad odiare tutti i personaggi. Io volevo uccidere Elizabeth Bennet. E speravo che a Darcy venisse la tisi. Ovviamente mi odiavo per questo, perché mentre tutte le mie amiche avevano sogni romantici pensando alla storia impossibile tra questi due intramontabili protagonisti, io no. Capirete la frustrazione. Capirete il bisogno di fare pace con Jane Austen.
In molti hanno approfittato del successo di quello che ormai è un caposaldo della letteratura classica e se sbirciate il post specifico di Trame Riciclate vedrete che nel corso degli anni Elizabeth e Darcy ne hanno passate di cotte e di crude tra misteriosi casi di omicidi da risolvere, zombi da uccidere e posizioni del kamasutra da provare (eh sì, esiste anche una sorta di 50 sfumature pre-vittoriano) per non contare tutti gli autori che hanno tentato (con risultati alquanto discutibili -_-') di dare un seguito alla loro storia. Fatto sta che nessuno di questi libri ha mai attirato più di tanto la mia attenzione tranne Lost In Austen. Perché? Be', semplice. Lost in Austen non è un seguito, non è un remake, non è niente di trito e ritrito. Qui le parole d'ordine sono brio, originalità e divertimento. Emma Campbell Webster (genia!!!) ti fa vestire i panni di Elizabeth Bennet rendendoti padrona del tuo destino. Sei tu a scegliere che piega dare agli eventi. Certo, non è detto che sposerai Darcy, magari finirai per convolare a nozze con il capitano Wentworth di Persuasione o soffierai Mr Knightley alla povera Emma (ma quanto ci si può sentire in colpa?), oppure - come me - verrai sfigurata dagli zingari °____° Il bello però è che potrai riprovare più e più volte, finché non giungerai all'epilogo perfetto.
Emma Campbell Webster ha avuto la brillante idea di scrivere un libro game (negli anni Ottanta, andavano di gran moda, e se non li conoscete vuol dire che siete troppo più giuovvani di me T__T), un libro che è un gioco e che non vuole competere stilisticamente con l'originale, ma che punta tutto sull'ironia pungente e sagace che in fondo contraddistingueva proprio zia Jane.
Credo che in pochi si avvicineranno a questo romanzo con le mie stesse motivazioni, ma se amate Orgoglio e Pregiudizio tra queste pagine impazzirete. Ship a palla. La cosa più bella sono i crossover con Persuasione, Mansfield Park, L'Abbazia di Northanger e se non conoscete l'opera omnia della Austen e pensate di potervi perdere qualche collegamento, non temete, le ultime pagine sono corredate di postille chiarificatrici con tutti i vari riferimenti.
Ma il vero tocco di classe, quello che a mio avviso fa la differenza, eccolo qui.

 
  

Io AMO all'ennesima potenza il tratto di Pénélope Bagieu (illustratrice francese dalla vena comica irresistibile) e se esistessero tazze, diari, cover per cellulari e chi più ne ha più ne metta (ma soprattutto tazze! xD) io vorrei tutto. Ah, sono troppo invidiosa di Clacca che ha già letto e recensito Josephine (qui) perché la storia della protagonista disadattata non posso farmela di certo scappare (in wish list subito!).
Intanto però mi ributto tra le pagine di Lost in Austen. Non ci crederete, me ne sono capitate di tutti i colori, ma ancora non ho sposato Darcy! Evidentemente sono una pessima Lizzy, ma una cosa l'ho imparata: è verità universalmente riconosciuta che un lettore senta costantemente il bisogno di trovare bei libri... e questa è cosa fatta :)



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26 gennaio 2018

Book Bloggers Blabbering 2018


...il piacere della lettura è lieto di annunciare ('mazza che inizio professionale) che nel 2018 ha aderito al Book Bloggers Blabbering, una piccola e faiga comunità di blog che una volta al mese analizzerà quante più opere possibili di una specifica casa editrice indipendente.
I romanzi recensiti per il BBB sono TUTTI consigliati quindi, qui sul blog, non troverete alcuna valutazione in stelline. Nel caso - ahimé - un testo non dovesse piacere, verrà recensito come di consueto senza l'apposita targhetta del BBB.

Segui il Book Bloggers Blabbering su Facebook e/o sul blog dedicato per non perdere nemmeno un consiglio!

Archivio 2018
Gennaio: Hop Edizioni
Febbraio: Effequ

24 gennaio 2018

Recensione, OGNI PICCOLA BUGIA di Alice Feeney

Buongiorno lettori, finalmente riesco a pubblicare la recensione dell'ultimo thriller che ho letto. Purtroppo una piccola congestione ha cercato di mettermi ko ma io sono un osso duro quindi dopo 48 ore di riposo di cui 20 passate a dormire, 5 davanti al camino, 6 a cazzeggiare su internet, 3 a bere tisane e le restanti a vegetare (eh lo so, quando ci si riprende bisogna farlo per bene!), eccomi qui!
Prima del collasso ho aperto la sezione spoiler, quindi non esitate a commentare se anche voi avete letto il romanzo della Feeney :)

Ogni Piccola Bugia di Alice Feeney

| Nord Edizioni, 2017 | pag. 324 | € 16,90 |

Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d'auto e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com'è possibile? Io non guido quasi mai... Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto con l'esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare. Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un'ancora di salvezza, bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l'unico modo per scoprire cosa le è successo è ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell'ultima settimana, fino al momento dell'«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta intorno. Come l'uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati via. E che le sussurra all'orecchio velate e inquietanti minacce... Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi. Perché anche lei ha un segreto da proteggere. Anche lei ha un piano da portare a termine.
Voto:

"Chi non fa niente è pericoloso quanto chi fa."

Urka! Passare da Il Richiamo del Cuculo a Ogni Piccola Bugia è stato destabilizzante. Prima mi sono (in parte) annoiata nel seguire un'indagine fin troppo canonica, poi eccomi qui a districare i deliranti nodi di una voce narrante totalmente inaffidabile. Bene Silvia, volevi un libro capace di stravolgere ogni tua certezza? L'hai trovato.
Ammetto che nonostante abbia iniziato il romanzo carichissima di aspettative dopo una settantina di pagine ero un po' perplessa. Be'? E allora? Tutto qui? Dove vuole arrivare la Feeney? Poi, complice una narrazione su tre piani temporali distinti e un ritmo sempre più serrato, la luce si è spenta e il vero incubo ha avuto inizio. #gioiedalettori
Che Amber Raynolds - trentacinque anni, assistente di una nota speaker radiofonica e moglie insoddisfatta - non sia del tutto normale, lo capiamo da subito. I piccoli disturbi ossessivi compulsivi, il non essere a proprio agio in mezzo alla gente e la pochissima stima che ha di sé sono solo alcuni dei suoi tanti disagi. L'autrice ci dipinge una donna rabbiosa, insofferente, abituata a indossare maschere e a recitare ruoli. La sua vita sembra un'estenuante corsa priva di traguardi, nemica del tempo che scorre senza che lei riesca a stargli dietro. 
Poi l'incidente - se di incidente si è trattato... - e il coma. Un coma che mette in pausa il suo corpo ma non la sua mente sempre vigile, costantemente in grado di registrare tutto quello che le succede intorno. Amber ha molto tempo per riflettere su se stessa e sugli altri; ricorda quanto è stato difficile vestire i panni della figlia invisibile, vivere all'ombra di Claire, la sorella perfetta, gestire i successi e gli insuccessi lavorativi, tutte cose che l'hanno resa meno interessante agli occhi del marito Paul.
A intervallare il presente con il recente passato ci sono le parti che ho preferito. Quelle di un diario. Un diario in cui conosciamo una bambina introversa, asociale, solitaria e bugiarda, cresciuta senza un solo amico. Pagine intrise di disprezzo e rancore in cui prenderà forma un estenuante giocoforza che vedrà contrapporsi l'odio di una figlia all'amore di una madre. 

Sorprendente al punto giusto, intrigante quanto basta per farti sorvolare su alcuni difetti, Ogni Piccola Bugia si è rivelato un romanzo d'esordio davvero d'effetto. Un romanzo cattivo, traditore, ma soprattutto divertente, perché un thriller deve assolutamente esserlo. Non c'è soddisfazione più grande nel rimettere insieme i pezzi di una trama stravolta a regola d'arte, e come se non bastasse, l'autrice, non paga di averti affollato la testa con mille domande, ha pensato bene di rispondere a tutte per poi insinuare in extremis un nuovo tarlo. Così. Giusto per farti passare qualche notte in bianco a rimuginare e a maledirla. Però alla fine a me piace l'effetto fregatura nei thriller, non posso negarlo. E mi è piaciuto scoprire in Alice Feeney una grande manipolatrice.
Insomma, un romanzo non perfetto al 100%, ma fidatevi, merita... e io bugie non ne dico. Quasi mai.

Sezione Spoiler

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