22 novembre 2017

Recensione, ALMENO IL CANE e' UN TIPO A POSTO di Lorenza Ghinelli

Buongiorno lettori! Oggi ci parlo di un altro romanzo di Lorenza Ghinelli, mi sono ripromessa di recuperare le recensioni delle letture estive e, cavolo, ce la sto facendo! Forse radunerò alcuni titoli in "pillole", tanto a voi non frega niente se scrivo tre righe o trenta, quello che conta è che vi dia un parere su un libro, no?!
Tornando alla Ghinelli ho già Il Divoratore che mi aspetta in libreria, mentre voglio assolutamente comprare Con i Tuoi Occhi. Ve l'ho già detto che per colpa della cover l'avevo scambiato a suo tempo per un erotico?! No vabbe'... non ce la posso fare... x°°D

Almeno di Cane è un Tipo a Posto di Lorenza Ghinelli

| Rizzoli | pag. 266 | edizione economica Bur € 11,50 |
Massimo non è uno sfigato: ce lo hanno fatto diventare. La colpa al novanta percento è di Vito. È lui ad avergli affibbiato il nomignolo di Minimo, e se ti danno quel soprannome negli spogliatoi della piscina, è difficile che gli altri pensino che il tuo è un problema di altezza o di torace stretto. Vito però ha un segreto, un segreto fatto di lividi e serate trascorse trincerato in camera sua, e Massimo, suo malgrado, sta per scoprirlo. Poi c’è Celeste, divisa tra l’essere se stessa o trasformarsi in come mamma e papà la vorrebbero; Stefania, che desidera soltanto dimagrire; Margò, alle prese con un’estate da gigante prima di tornare hobbit a settembre. Intorno a loro, un’intera galassia di amici, parenti e adulti alle prese con una tempesta di incontri e scontri che nel corso di una manciata di giorni li cambierà per sempre.
Voto:

Credo di non aver mai letto in tutta la mia vita tre romanzi dello stesso autore uno di fila all'altro. In teoria è proprio una regola che mi impongo (il troppo stroppia ci ha insegnato la nonna!), ma in pratica questa volta me ne sono fregata.
Ecco forse avrei dovuto fermarmi a due romanzi per poi prendere una pausa, riconosco che mi sono sentita sotto gli effetti di qualche potente stupefacente, la Ghinelli crea una certa dipendenza, e adesso, per colpa sua, mi toccherà andare in comunità. 
Detto questo Almeno il Cane è un Tipo a Posto è un titolo che ti acchiappa subito per due motivi. Titolo e copertina. In pratica, senza dover nemmeno leggere una riga, lo si ama.
A pensarci a posteriori, la sensazione che mi è rimasta a fine lettura, è quella di aver consumato in un paio di giorni una commedia degli orrori (passatemi il termine) a tutti gli effetti. Commedia perché si ride, ma proprio tanto, l'ironia è onnipresente, non c'è personaggio, situazione o riflessione che non ti strappi un sorriso; degli orrori perché comunque i temi affrontati sono serissimi. Bulimia, violenza domestica, bullismo. Come Lorenza riesca a non minimizzare nulla facendoti pure ridere è il segreto della sua arte.

Nonostante i romanzi corali non siano proprio i miei preferiti anche questo l'ho divorato a tempo record, ma non mi ha lasciato le stesse sensazioni forti de La Colpa (qui la recensione) e Anche Gli Alberi Bruciano (qui la recensione), probabilmente proprio perché l'attenzione si sposta in continuazione da un personaggio all'altro. C'è Massimo, che deve convivere con il soprannome di "Minimo", datogli da Vito, un perfido ragazzino con un segreto seppellito sotto fiumi di parolacce e continue provocazioni. C'è Celeste, l'eterno maschiaccio, la ragazza bellissima che non vuole sbocciare e Stefania, che la detesta, perché per quanto ci provi lei non riesce a dimagrire nemmeno un grammo. E poi amici, parenti, condòmini e pure animali domestici che sembrano voler alzare i tacchi per stare cinque minuti in santa pace. Ma di pace ce n'è poca, anche se qualcuno la troverà attraverso un percorso più ortodosso che canonico, ma la vita in fondo è come una coperta, la tiri da una parte e ti scopre dall'altra, bisogna solo imparare a non volerla tutta per sé.
Almeno il Cane è un Tipo a Posto è un romanzo dissacrante e tragicomico, un titolo che ha il ritmo di una bomba a orologeria e che pur parlando agli adolescenti si fa ascoltare anche dagli adulti.
Io lo consiglio, ma la Ghinelli che piace a me è un po' più spietata.

» chiacchiericcio con Lorenza Ghinelli

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2 commenti:

un libro per amico ha detto...

Sicuramente La colpa resta il mio preferito. Questo l'ho apprezzato per l'ironia con cui, come dici tu, riesce a non minimizzare i temi importanti di cui parla. Con i tuoi occhi l'ho letto... Mi è piaciuto per il suo essere crudo che piace a noi ma forse in generale è quello che mi è piaciuto meno.

Silvia Leggiamo ha detto...

@un libro per amico
Ah, ok, grazie per la dritta allora, quando torno nel loop Ghinelli attacco con il Divoratore e lascio per ultimo Con i Tuoi Occhi (che tra l'altro non ho ancora xD)

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