11 marzo 2015

Recensione, PARLANDO CON LE API di Peggy Hesketh

Credo sia ora di recuperare le vecchie letture :)

Parlando con le Api di Peggy Hesketh

| Neri Pozza, 2013 - Beat, 2014 | pag. 288 | € 16,50 - € 9,00 |
- telling the bees -
Albert Honig è un uomo burbero e riservato che, in un paesino della California del Sud, ha deciso di invecchiare soltanto in compagnia delle sue api. Un giorno, tuttavia, un drammatico evento lo costringe a fare i conti col suo passato: nell’abitazione nei pressi della sua, nella casa delle «Signore delle api», Albert scopre i cadaveri di Claire e Hilda Straussman, le due sorelle, legate e imbavagliate. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non tarda a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male. Ci sono segni di effrazione, e mancano all’appello gioielli e soldi. Tuttavia, come trovare il colpevole? Deciso a scoprirlo, il detective prega l’apicoltore di raccontargli tutto quanto sa delle due donne.Inizia così un viaggio a ritroso nella memoria dell’apicultore: dal primo incontro alle fughe nei boschi con Claire per sfuggire all’infelice signora Straussman, la madre della ragazza; dalla passione per l’apicoltura trasmessa a Claire alla nascita di un amore troppo intenso per essere confessato, fino alla partenza di Claire e a quel ritorno, tempo dopo, con un misterioso bambino.
Voto:

Sono un lettrice abbastanza impaziente, ma devo ringraziare la neve e i tre giorni di blackout generale che hanno interessato la mia zona a Febbraio, se ho avuto tutto il tempo di questo mondo per leggere senza essere disturbata o venire distratta.
Ho consumato Parlando con le Api prima davanti al camino e poi al lume di una candela.
Un'atmosfera perfetta per calarsi in una storia dai sapori quasi ancestrali, una storia in grado di contrapporre la frenetica e schematica vita di un alveare ai ritmi imprevedibili dell'essere umano. Siamo così diversi. Eppure così simili...

Tutto ha inizio un mattino di maggio, quando l'anziano Albert Honig, dopo aver fatto colazione, scopre i cadaveri delle sue vicine di casa. Le Signore della Api sono morte e non ci sono dubbi, sono state assassinate.
Prende forma così un'insolita indagine che vede Albert, un instancabile osservatore, alle prese con il detective Grayson, un uomo rude e impaziente che dovrà mettere un freno ai suoi ritmi per star dietro ai pensieri e ai ragionamenti dell'unico testimone. Sono gli unici due personaggi del romanzo, tralasciando tutto il corollario di figuranti che vengono presentati durante le lunghe digressioni del signor Honing che porteranno anche alla risoluzione del caso.

Parlando con le Api è un romanzo lento, intimista, fortemente nostalgico e ricco di amarezza.
Parla di solitudine, ma anche di come certe persone amino gli stretti confini della loro vita e non sentano il bisogno di superarli. Al contrario di altre che per quanto scappino e si allontanino dalle loro radici vivranno per sempre prigioniere dei propri irraggiungibili desideri.
L'autrice, con questa opera d'esordio, ha creato una storia intimista e discreta, nonostante alla base ci sia un delitto e la sua risoluzione, a un certo punto sembra che la morte delle Signore della Api passi in secondo piano.
Tanti gli spunti di riflessione, i continui parallelismi tra l'uomo e la quotidianità delle instancabili operaie e tante le verità nascoste tra le righe e le bugie svelate. Perché le menzogne più crudeli sono quelle che raccontiamo a noi stessi.
Una voce discreta e mite quella del signor Honing, quasi timida. O forse semplicemente stanca, afflitta dai pensieri e dai ricordi. Schiacciata dal passato e dai segreti.
Si sfoglia l'ultima pagina con un certo senso di inquietudine e ci si chiede se quello che si è letto è davvero un giallo.

Non me la sento di consigliarlo a tutti, dovete amare il lirismo narrativo e dovete essere pazienti; non vi coinvolgerà probabilmente dalla prima pagina, ma una volta terminato lo sentirete ronzare per diverso tempo nella vostra testa. 


La Critica


«Un classico americano… un romanzo eccezionale per chiunque ami le storie profonde e indimenticabili».
Elizabeth George, The New York Times

«Che romanzo fantastico! Un capolavoro in cui il mistero della vita e quello della morte vengono evocati in maniera estremamente coinvolgente».
Karen Joy Fowler, autrice di The Jane Austen Book Club

«Un romanzo perfetto».
Library Journal


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Io l'ho letto e l'ho trovato bellissimo e struggente, però è vero, c'è una certa lentezza che potrebbe non piacere.
Fra

Silvia Leggiamo ha detto...

@Fra
Sì, è proprio quella "lentezza" che ha penalizzato un po' il voto, però è anche "lei" che te lo fa entrare dentro.
Diciamo che l'ho letto nel momento giusto, sono stata fortunata ^^

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